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Angoli di mondo. Moda a basso impatto ambientale
Il progetto “T-save” è ideato da Talking hands - Con le mani mi racconto: grazie ad Angoli di mondo sono state recuperate mille Tshirt usate che hanno trovato nuova vita
MosaicoIl progetto “T-save” è ideato da Talking hands - Con le mani mi racconto: grazie ad Angoli di mondo sono state recuperate mille Tshirt usate che hanno trovato nuova vita
Cosa succede quando una Tshirt, indumento tra i più ampiamente diffusi nei nostri armadi, viene gettata perché usurata o perché deve lasciare spazio ad altro nel nostro guardaroba? Quanta CO2, acqua, elettricità sono servite per produrre una maglietta? Questi i quesiti che hanno fatto da detonatore a “T-Save”, progetto nato dall’incontro tra tre attori, coinvolti ciascuno per la sua specifica competenza ed esperienza e riuniti dall’obiettivo di sviluppare una nuova filiera inclusiva, abbattendo il più possibile gli scarti. Il progetto è ideato da Talking hands – Con le mani mi racconto, studio di design permanente di Treviso, che permette alle persone delle comunità di rifugiati di disegnare, creare e vendere prodotti di moda o arredo. «Abbiamo deciso di raccogliere mille magliette usate, grazie alla collaborazione con la cooperativa sociale Angoli di mondo – spiega Fabrizio Urettini, fondatore di Talking hands – le cui botteghe, dislocate nel territorio, fungono anche da presidi di economia circolare, nei quali le persone scelgono di conferire beni usati in buono stato, pronti per una seconda vita. Abbiamo così iniziato a immaginare un riutilizzo creativo di questo materiale tessile. Secondo le linee guida fornite da Engineer3d, organizzazione di esperti di moda trasparente e responsabile di Milano, stiamo realizzando una collezione che non solo valorizza la materia prima altrimenti destinata a diventare scarto, ma che rispetta anche rigidi standard durante tutte le fasi di lavorazione». Senza la presunzione di risolvere il problema dell’impatto ambientale della filiera tessile – uno degli anelli più critici del sistema moda – il progetto “T-Save” è innanzitutto un esperimento di network e sinergia tra buone pratiche nel tentativo di definire un modello. «Crediamo infatti – prosegue Urettini – che la chiave per ridurre sempre di più l’impatto della filiera della moda sull’ambiente stia proprio nella qualità dei processi produttivi, del design, dei materiali, ma anche della ricerca tecnologica orientata verso una produttività sostenibile in termini ambientali e sociali». La collezione T-Save sarà lanciata proprio nel mese della Fashion Revolution con eventi dedicati e sarà esposta al’interno della bottega di Riviera Tito Livio di Angoli di Mondo a Padova.