Fatti
In questa 30ª giornata di campionato di Serie B, il Padova, reduce da una brutta quanto pesante sconfitta ad Avellino, è chiamato a rialzare la testa — e a farlo in un trittico di partite che prevede prima il Catanzaro di Aquilani, poi la trasferta lagunare martedì 17 marzo in casa della capolista Venezia, e infine sabato 21 la visita allo stadio Euganeo del Palermo.
Un trio di partite impegnativo, ma che dirà molto sulla parte finale del campionato: la distanza di sicurezza tra i biancoscudati e la zona calda della classifica — i play-out — è infatti di soli +4 punti. Sarà importante ottenere punti, da qui a fine stagione, anche contro formazioni più attrezzate «sulla carta», per ampliare tale margine e raggiungere il prima possibile la quota salvezza.
Si parte da questo sabato, contro un Catanzaro reduce da una vittoria per 3-2 sull’Empoli e in lotta per un buon piazzamento ai play-off.
La storia sorride al Padova: i biancoscudati sono imbattuti nelle ultime cinque partite di campionato contro il Catanzaro, con cinque clean sheet consecutivi, e dopo il successo nell’andata potrebbero centrare il double stagionale sui calabresi per la prima volta in Serie B. Un dato che si inserisce in una tradizione difensiva consolidata: in 25 partite contro i giallorossi nel torneo cadetto, il Padova ha tenuto la porta inviolata in ben 15 occasioni, un numero superato solo dai confronti con Modena e Monza. Dal canto suo, il Catanzaro non ha mai vinto in trasferta contro il Padova in Serie B: dodici precedenti, cinque pareggi e sette sconfitte, con i calabresi che non sono riusciti a espugnare il campo veneto in più gare esterne di quante ne abbiano disputate contro qualsiasi altro avversario nella storia del torneo cadetto. C’è però un rovescio della medaglia che impone cautela: il Catanzaro è l’unica squadra a non aver ancora perso in campionato da febbraio in poi, con un ruolino di cinque vittorie e due pareggi in sette partite e addirittura 17 gol realizzati nel periodo, per una media di 2.4 reti a match. Un rendimento da big, che stride con la classifica ma che certifica la pericolosità dell’avversario. Sul fronte del Padova, la nota positiva riguarda il rendimento casalingo recente: i biancoscudati sono imbattuti in casa da tre partite e potrebbero arrivare a quattro di fila per la seconda volta in questo campionato. Tra gli osservati speciali c’è Kevin Lasagna, che nel 2026 ha già segnato cinque gol in dieci partite di Serie B — quattro dei quali proprio all’Euganeo — superando il totale dell’intero 2025. Sull’altro fronte, occhio a Filippo Pittarello: l’attaccante del Catanzaro, padovano ed ex di turno, ha preso parte a sette gol nelle ultime cinque partite, tante quante nelle precedenti cinquanta presenze stagionali in cadetteria. Nessuno squalificato nelle due squadre; in diffida Di Mariano e Faedo per il Padova, mentre il Catanzaro deve fare i conti con ben sei giocatori a rischio squalifica: Cassandro, Frosinini, Iemmello, Nuamah, Petriccione e lo stesso Pittarello.
La conferenza stampa della vigilia si apre con una domanda sull’infermeria e sulle disponibilità, e il tecnico bergamasco chiarisce: «I giocatori non a disposizione domani sono i seguenti: mancherà Barreca, lo sappiamo. Mancherà Ghiglione, che ha avuto un riacutizzarsi del piccolo problema precedente, però penso che possa già essere a disposizione per martedì. Non ci sarà il Papu, che speriamo di poter reinserire in gruppo dalla prossima settimana. Non ci sarà Harder e non ci sarà Sgarbi, che penso possa essere a disposizione dopo la sosta; per Harder valuteremo in vista di Palermo». Nonostante il lungo elenco, il tecnico tiene a precisare lo stato complessivo della rosa: «Siamo comunque in un numero più che dignitoso, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, quindi andiamo avanti a lavorare con un gruppo che sicuramente si farà trovare pronto anche domani». Sul fronte delle buone notizie, Bortolussi è pienamente recuperato e figura tra i convocati: «È tra i convocati e potrebbe anche giocare. Sta bene, ha fatto la settimana con noi e ha lavorato praticamente sempre al completo con il gruppo. L’abbiamo un po’ gestito nei primissimi giorni, però sta bene e penso che sarà della partita». Confermata anche la presenza del giovane Boi, chiamato a tamponare le lacune nel reparto difensivo, mentre Tumiatti sarà aggregato alla Primavera.

Il tema delle assenze in difesa apre inevitabilmente la questione delle scelte in quel reparto. Senza Sgarbi, si prospetta un ballottaggio a tre tra Perrotta, Pastina e Villa, con la possibilità concreta di vedere due mancini in campo insieme: «Credo che questo sia un po’ un blocco mentale di noi allenatori: come si può giocare con due destri, si può giocare anche con due mancini. Valuterò in base all’avversario chi giocherà, ma sono tranquillo: chiunque sceglierò farà una grande gara». In attacco, invece, si apre uno scenario interessante: la coppia Bortolussi-Lasagna potrebbe agire insieme dal primo minuto. «Mi piace questa idea e vorrei sperimentarla. Anche provando in settimana ci siamo accorti che questa soluzione ci dà caratteristiche diverse» ammette il mister, che però tiene aperta la concorrenza anche con Seghetti, Buonaiuto e Caprari: «Come per la difesa sono sereno: chiunque giocherà farà bene. Devo pensare non solo a chi parte dall’inizio ma anche a chi entrerà». Da valutare anche le condizioni di Varas: «Ha giocato due partite consecutive molto dispendiose. Ad Avellino sapevo fosse stanco e ho scelto io di non schierarlo, ma sta bene».
Si passa poi ad Avellino, e il giudizio di mister Matteo Andreoletti a distanza di qualche giorno dalla sconfitta è netto. A caldo, ammette il tecnico, il rammarico prevalente era per i punti lasciati per strada — e in particolare per quella traversa di Di Mariano a cinque minuti dalla fine: «A caldo era chiaro che c’era il rammarico per aver buttato via, se non tre, quantomeno un punto. La valutazione iniziale era un po’ quella, perché alla fine era comunque un risultato alla nostra portata». Ma col passare delle ore il giudizio si fa più onesto e severo: «Con un po’ più di lucidità, col passare delle ore, è giusto che l’allenatore vada oltre l’episodio singolo e analizzi quella che è stata la prestazione. Per come ci siamo espressi non meritavamo di fare punti, bisogna essere onesti. Credo che a mente fredda si debba ammettere che abbiamo giocato male. Bisogna riconoscerlo: soprattutto nel primo tempo siamo stati molto passivi». Nessuna attenuante, nessun alibi. Il tecnico trasforma la delusione in monito, indicando in quella gara un caso emblematico da non ripetere: «Penso che l’insegnamento sia uno, e ce lo siamo detti più volte: la partita di Avellino è stata emblematica da questo punto di vista. Siamo una squadra che può dare fastidio a tutti se sta al 100%. Se per mille motivi non siamo al massimo, rischiamo di fornire prestazioni brutte, dove ripeto non abbiamo meritato di raccogliere punti. Mi piacerebbe far punti anche quando non lo meritiamo, ma non è sempre così». Guardando al finale di stagione, Andreoletti è lucido sulle priorità: «Quella gara ci deve insegnare cosa non fare: abbiamo offerto una prova passiva, brutta, con poca aggressività e poca tecnica nelle giocate. È chiaro che, andando verso il finale di stagione, contano anche i punti “sporchi”, ma sappiamo bene che quella non è la strada giusta per centrare i nostri obiettivi».
Sul clima nell’ambiente, Andreoletti affronta con equilibrio anche la questione della negatività percepita attorno alla squadra, pur in una posizione di classifica tutt’altro che drammatica: «Forse sono io il responsabile di questo, ma sono consapevole che il Padova quest’anno è sempre stato fuori dalla zona retrocessione. Dobbiamo avere il giusto equilibrio anche nell’analizzare la classifica: io avrei firmato per essere qui a questo punto della stagione». Il tecnico invita quindi a leggere la situazione con la giusta prospettiva: «È giusto essere arrabbiati per i punti persi ma anche fieri di dove siamo. I punti che ci separano dalla zona retrocessione si stanno assottigliando, ma dobbiamo ragionare su ciò che c’è, non su ciò che manca. Partiamo da una posizione privilegiata rispetto alle rivali: dobbiamo essere ottimisti, liberi mentalmente e consapevoli dei nostri mezzi». E alla domanda su come abbia lavorato mentalmente il gruppo in settimana, la risposta è diretta: «Quello che dico a voi è ciò che dico ai ragazzi. In questo momento siamo decimi in classifica e la migliore tra le neopromosse. Se a inizio anno ci avessero detto che saremmo stati qui a questo punto della stagione avrei firmato».
Il terzo tema è il Catanzaro, e Andreoletti non fatica a riconoscerne il momento di forma straordinario: «Ultimamente abbiamo un po’ questo destino di incontrare spesso la squadra più in forma del campionato». I calabresi di Aquilani arrivano da sette risultati utili consecutivi, che ne testimonia la solidità mentale oltre che tecnica. Il ritratto che ne traccia il tecnico bergamasco è dettagliato e rispettoso: «Affrontiamo un avversario che viene da sette risultati utili consecutivi ed è in grande fiducia, reduce anche da una rimonta da 2-0 a 3-2. È una formazione che gioca molto bene, propone un calcio aggressivo e propositivo, portando tanti giocatori sopra la linea della palla. Abbina una grandissima organizzazione di gioco a notevoli qualità individuali; soprattutto è una squadra molto tecnica, con tantissimi elementi che sanno giocare a calcio». Non un avversario da sottovalutare, dunque, anche perché la situazione è ben diversa dall’andata, quando il Catanzaro navigava nelle zone basse della classifica. La chiave tattica, spiega il mister, starà nell’adattarsi ai diversi momenti della gara senza rinunciare alla propria identità: «Dovremo essere bravi a cercare di togliere loro qualche certezza all’interno della partita, sapendo che non sempre sarà possibile. Quando non ce la faremo, dovremo essere in grado di leggere i vari momenti della gara. A volte dovremo essere più cattivi, ma non potremo limitarci a fare una partita puramente difensiva. Abbiamo le carte in regola per giocarcela, abbiamo fatto un’ottima settimana e ci siamo preparati bene. Abbiamo voglia di dimostrare che siamo la squadra ammirata per gran parte del campionato e non quella dell’ultima uscita, che è stata un’assoluta eccezione e non deve diventare la regola». Guardando al trittico di partite che attende il Padova, il mister non si nasconde dietro le assenze: «Nonostante qualche assenza importante non sono abituato a piangermi addosso. Ho grande fiducia nei miei ragazzi. Dobbiamo non essere superficiali ma giocare con la giusta leggerezza: serve voglia e intraprendenza, sapendo che in Serie B si può vincere con la prima e perdere con l’ultima».
Sul centrocampo, tema caldo vista la forza nel possesso palla degli avversari, Andreoletti mantiene le carte coperte: «Sicuramente domani ci sarà bisogno di grande dinamismo, ma anche di tantissima lucidità nel palleggio. Abbiamo diverse opzioni a disposizione: valuterò fino all’ultimo chi starà meglio per trovare la combinazione che ci garantisca il giusto equilibrio, contro un avversario che fa del possesso palla la sua forza». L’ipotesi Fusi-Crisetig, utilizzata nella gara di andata, viene sostanzialmente accantonata dal tecnico: «Per l’infrasettimanale dell’andata c’era stata anche la necessità di fare delle rotazioni». La scelta finale per decidere chi sarà la coppia centrale a centrocampo verrà presa solo all’ultimo momento.
L’ultimo tema affrontato è quello dell’approccio iniziale, sul quale mister Matteo Andreoletti ha le idee chiare: «Questo è un altro aspetto che stiamo imparando, ed è sempre fondamentale perché fa la differenza. Gli approcci spostano le partite». Il riferimento ad Avellino è immediato: «Se penso ad Avellino — senza voler colpevolizzare nessuno, ci mancherebbe — è chiaro che parti con la voglia di fare risultato, affronti una squadra in difficoltà che magari il pubblico poteva non sostenere appieno, ma poi la metti in condizione di trovarsi davanti al portiere praticamente dopo due minuti e resti subito con un giocatore in meno per te importante. È evidente che l’approccio alla gara cambia tutto». I due episodi che hanno condizionato la gara di settimana scorsa — l’errore in fase di impostazione di Pastina che lanciò Patierno a rete e l’infortunio di Sgarbi — restano lì come monito. Domani non ci sarà margine per ripetere certi errori: «Noi abbiamo assolutamente bisogno di fare punti in casa, perché la nostra salvezza passa anche e soprattutto dalle partite casalinghe, e domani dovremo avere un approccio determinante». In questo senso, il sostegno del pubblico dell’Euganeo torna ad essere citato con calore: «Sono sicuro che, un’altra volta, saremo sostenuti dal nostro pubblico, che è qualcosa che non ci manca mai. La vicinanza dei tifosi non ci abbandona mai, ed è bello vedere che anche quando facciamo prestazioni meno positive o otteniamo risultati negativi, come ad Avellino, c’è seguito, ci sostengono e ci aiutano. Questa deve essere una componente sempre presente per centrare il nostro obiettivo e, soprattutto, per tenerci il più lontano possibile dalle “sabbie mobili” della classifica».
PORTIERI: 14 Fortin, 1 Mouquet, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 4 Belli, 13 Boi, 72 Faedo, 30 Favale, 58 Pastina, 5 Perrotta, 55 Villa
CENTROCAMPISTI: 17 Capelli, 6 Crisetig, 23 Di Maggio, 77 Di Mariano, 8 Fusi, 86 Giunti, 41 Silva, 7 Varas
ATTACCANTI: 20 Bortolussi, 92 Buonaiuto, 24 Caprari, 15 Lasagna, 11 Seghetti
Le probabili formazioni (Stadio “Euganeo”, Padova, ore 15)
PADOVA (4-4-2): Sorrentino; Belli, Pastina, Perrotta, Faedo; Capelli, Varas, Fusi, Di Mariano; Buonaiuto, Lasagna. All. Andreoletti
CATANZARO (3-4-2-1): Pigliacelli; Cassandro, Antonini, Brighenti; Favasuli, Petriccione, Pontisso, Alesi; Liberali, Iemmello; Pittarello. All. Aquilani
Arbitro Maria Sole Ferrieri Caputi (sezione di Livorno). Assistenti: Garzelli e Pistarelli. IV ufficiale: Gavini. Al Var ci sarà Daniele Rutella della sezione di Enna, Avar affidato a Paterna (sezione di Teramo). (Diretta Tv DAZN, “La B Channel”, diretta radiofonica su Radio Veneto24)