Idee
Nello Stivale vince nettamente il No alla riforma dell’ordinamento della giustizia, ma in Veneto stravince il fronte del Sì. Anche stavolta i numeri sorridono al centrodestra, la cui proposta ottiene il “placet” di 1.382.701 elettori (il 58,41 per cento), mentre l’indicazione di voto del centrosinistra viene sposata da 984.393 cittadini (il 41,59). I più convinti si rivelano i veronesi: il 62,06 per cento (276.977) ha infatti barrato la casella del Sì, a fronte di un 37,94 (169.347) che ha bocciato il nuovo testo costituzionale. Alle spalle degli scaligeri troviamo i trevigiani: il 60,40 per cento (256.779 voti) ha detto Sì; il 39,60 per cento (168.336) ha tracciato una croce sul No. Subito dopo figurano i vicentini: il 59,57 per cento (250.118) ha condiviso il progetto della maggioranza. Non lontani i polesani: il 59,31 per cento (63.555 elettori) ha infatti barrato la casella del Sì, a fronte di un 40,69 (43.607) che ha stoppato la riforma. Il divario è ben marcato anche nel Bellunese: si sono dichiarate a favore della modifica di sette articoli della Costituzione 52.581 persone, ovvero il 55,74 per cento, contro 41.750 elettori (pari al 44,26 per cento) orientati sul No. Nel Padovano il No si attesta al 43,49 per cento (205.845), mentre il Sì schizza al 56,51 per cento (267.432 consensi). Il divario tra i due schieramenti è meno netto nel Veneziano: al 53,68 per cento (215.259 elettori) che ha appoggiato il varo di un’Alta Corte e due Csm, si contrappone il 46,32 (185.730) che ha espresso la sua contrarietà.
Ma un altro dato essenziale non sfugge agli analisti. In ben cinque capoluoghi di provincia (su sette) il No ha piazzato la sua bandierina. I contrari alla riforma hanno vinto a Treviso, la città del ministro della Giustizia Carlo Nordio, dove il No ha raggiunto un insperato 50,39 per cento, a Belluno (53,45), Padova (56,80), Vicenza (51,69) e Venezia (55,13). Si scoprono meloniane Verona, dove i favorevoli alle innovazioni del centrodestra hanno raggiunto il 52,04 per cento, e Rovigo, che si colloca sulla stessa linea con il 53,68 per cento.
Sul versante dell’affluenza alle urne la nostra regione ha manifestato segnali di ripresa con la partecipazione al 63,48 per cento. In termini assoluti significa che 2.380.676 veneti (su 3.750.551 iscritti) hanno colto l’invito a recarsi ai seggi. Sono 8.055 i votanti che hanno annullato la scheda; 5.520 quelli che l’hanno restituita candida, Il top della partecipazione si è registrato nel Padovano con il 65,95 per cento degli elettori che hanno aggiunto un timbro sulla tessera elettorale; in coda i bellunesi con il 59,13 per cento.
Se dunque nei capoluoghi la maggioranza si è orientata sul No, in alcune realtà periferiche il sì ha raggiunto esiti stratosferici. A Colle Santa Lucia, nel Bellunese, i favorevoli sono arrivati al 78,18 per cento. Boom di Sì pure a Zoppè di Cadore (74,74). Risultati clamorosi per il Sì anche a Selva di Cadore (71,75), Cortina d’Ampezzo (71,66) e a Rocca Pietore (71,35). Nel Padovano il Sì ha scavallato la sua “cima Coppi” a Urbana (73,56 per cento). Il centrodestra ha brillato a Vo’ (72,18), Masi (71,88), Merlara (71,75), Candiana (71,44), Villa del Conte (71,18), Casale di Scodosia (70,92), Solesino (70,60) e Piacenza d’Adige (70,22).
Nel Veneziano hanno “benedetto” la riforma costituzionale il 71,59 per cento dei votanti a Caorle, il 70,23 a Eraclea, il 70,10 a Jesolo e il 68,72 di Cona. Tiratissima la sfida a Dolo, dove il Sì ha prevalso con il 50,46 per cento; come pure a Martellago, con il 50,20. A Stra il Sì è approdato al 57,19 per cento, a Vigonovo al 60,83.
Nel Vicentino il centrodestra si prende Thiene (57,34 per cento) e Valdagno (57,38), vola a Zanè (64,37 per cento) e ad Asiago (68,12), sale a Salcedo (71,72) e Roana (72,43), ma s’impenna a Chiampo (74,28 per cento), a Valdastico (74,48) a Crespadoro (74,50) e a Nogarole (75,62). Infine prende l’ascensore a Gallio (77,25) e a Enego (78,15). La maggioranza di governo brinda a Foza, dove il Sì approda all’82,25 per cento. Si dividono nettamente i 110 votanti di Lastebasse: 77 a favore del sì e 33 a favore del No.
Ma, oltre ai capoluoghi, quali sono le altre roccaforti del No? I contrari alla riforma si sono imposti a Ospitale di Cadore (52,94 per cento) e a Lamon, con un significativo 51,58 per cento (686 voti). Risultato thrilling a Limana, dove il No si è imposto per tre voti (1.368, pari al 50,05 per cento, contro 1.365, il 49,95).
Nel Padovano pollice verso al referendum confermativo pure a Battaglia Terme (51,40 per cento) e a Cadoneghe (50,31). Nella Marca fa notizia la vittoria dei No a Mogliano Veneto con 7.636 elettori (il 51,67 per cento). Nel Veneziano il No ha prevalso a Mira (52,02 per cento) e a Mirano (51,08). A Spinea successo più largo dei contrari alla riforma con il 53,36 per cento. E a Schio per dire No basta il 50,61.
Nel Polesine i fautori della riforma si sono consolati con risultati importanti a Lusia (71,50 per cento), Rosolina (70,74), Bergantino (70,50), Frassinelle (69,48), Giacciano con Baruchella (69,43), Loreo (69,26), Calto (69,16), Porto Viro (68,04), a Pettorazza Grimani (67,87), a Salara (66,79). Battaglia all’ultimo respiro a Stienta dove il Sì ha prevalso per quattro voti (761 a 757).
Nel Veronese si è registrato un coro di favorevoli: con acuti a San Mauro di Saline (82,23 per cento); a Salizzole (80,81); a Velo Veronese (79,29); a San Giovanni Ilarione (78,29); a Isola Rizza (77,63), a Sela di Progno (77,42), a Roverchiara (77,33), Erbezzo (77,25).
Nel Trevigiano i sostenitori di Nordio si sono fatti sentire fuori dal capoluogo: 75,29 per cento a Maser; 74,86 a Cimadolmo; 74,57 a Mansué: 74,42 a Gorgo al Monticano; 73,37 a Loria; 73,12 a Ormelle; 71,75 a Fontanelle; 72,16 di San Polo di Piave; 71,27 a San Zenone degli Ezzelini; 71,09 a Refrontolo; 70,96 ad Altivole; 70,53 a Vazzola; 70,17 a Gaiarine e a Portobuffolè. In questo contesto appaiono quasi “timidi” il 69,57 per cento di Valdobbiadene e il 65,99 di Borso del Grappa.