Fatti
Gioco di squadra nel territorio. Il sindaco: «Come scelta amministrativa ci siamo concentrati sulle riqualificazioni di cosa è presente, più che guardare a nuove realizzazioni. La Biblioteca fuori le mura sarà realtà»
Urbana è un Comune della provincia padovana sud-occidentale, situato ai confini con quella di Verona, sviluppato su un territorio pianeggiante di circa 17 chilometri quadrati e la presenza di poco più di duemila abitanti. La cittadina si è sviluppata nei secoli lungo le due strade principali che la attraversano, le provinciali 18 e 19; San Salvaro è l’unica frazione, nota per la presenza di un antico monastero, esistente da oltre mille anni, abitato inizialmente dai monaci agostiniani, successivamente dai camaldolesi, i cui spazi sono stati recentemente recuperati dall’amministrazione comunale.
«Abbiamo ristrutturato una bella sala proprio l’anno scorso, oggi dedicata a incontri pubblici, eventi culturali e all’associazionismo – spiega il sindaco, Michele Danielli, al suo secondo mandato – La parte superiore della struttura è dedicata invece al Museo delle Antiche Vie, attualmente aperto al pubblico su prenotazione, ma che presto sarà fruibile anche settimanalmente con diverse iniziative, grazie alla disponibilità della pro loco. L’area in cui è collocata Urbana è ricca di storia, luoghi di passaggio, avvenimenti; nei suoi dintorni sono presenti ville storiche, chiese e castelli. L’ex monastero di San Salvaro è un bell’esempio di recupero, reso possibile dalla collaborazione tra amministrazione e parrocchia, entrambe infatti ne sono in parte proprietarie: negli anni Novanta, sindaco e parroco, con molta lungimiranza, acquistarono l’immobile dai privati mentre si trovava in uno stato di decadimento; oggi finalmente l’area può rivivere nel suo splendore, a beneficio di tutti».
Nella superficie dell’ex monastero è presente anche l’antica chiesa, dedicata al Ss. Salvatore, luogo di fascino, ammirabile, come tutto il complesso, sia arrivando con l’auto ma soprattutto percorrendo in bicicletta l’anello ciclopedonale delle città murate Este-Montagnana. La vita culturale del paese si svolge dunque qui, ma anche nella sede dell’auditorium comunale (ristrutturato solo tre anni fa) e della biblioteca. «A breve inaugureremo la “Biblioteca fuori le mura” con attività all’aperto durante il periodo della bella stagione – prosegue il primo cittadino, mentre sottolinea quanto gli urbaniesi siano appassionati anche di palio, storica gara che si tramanda tra generazioni – Da un punto di vista delle scuole, il paese dispone di una buona offerta: sono presenti una sezione primavera per piccoli dai due ai tre anni, due scuole dell’infanzia, una primaria e una secondaria; recentemente abbiamo ampliato la possibilità per le famiglie, prevedendo alcuni pomeriggi integrativi per una ventina di bambini. È presente una grande palestra che abbiamo riqualificato pochi mesi fa a favore di scuole e associazioni, per allenamenti e partite di volley».
L’offerta lavorativa del territorio è diversificata tra l’area della metalmeccanica e quella artigianale, compreso l’importante comparto agricolo, che vede la presenza di diverse aziende ben strutturate, condotte anche da giovani imprenditori. «Come scelta amministrativa ci siamo concentrati sulle riqualificazioni di quanto già presente, più che guardare a nuove realizzazioni. Stiamo completando la sistemazione dei due cimiteri e prossimamente ci dedicheremo agli impianti sportivi di Urbana e di San Salvaro, oltre alla riqualificazione esterna delle scuole. La nostra forza è il gioco di squadra, sia all’interno dell’amministrazione, ma anche con le parrocchie, la scuola e le associazioni».
Il parroco: «La vita parrocchiale è attiva, c’è una bella rappresentanza di giovani, una ventina: pensavo di trovare una certa tranquillità, invece è stato proprio il contrario!»
«Siamo una comunità piccola ma molto vivace, ricca di gruppi e di singoli volontari che si impegnano e si spendono per la parrocchia». Esordisce così don Romano Cavalletto, da tre anni parroco di Urbana, custode della grande chiesa dedicata a san Gallo, monaco irlandese vissuto intorno al Cinquecento dopo Cristo: «Ricordo quando arrivai qui dalle precedenti parrocchie di Bojon e di Santa Maria Assunta a Campolongo Maggiore, pensai che avrei trovato una certa tranquillità viste le dimensioni ridotte del paese, mentre invece è stato proprio il contrario!», sorride il don.
Nella cittadina la vita di fede è viva, e si svolge anche nell’altra parrocchia presente nella frazione di San Salvaro, dedicata al Ss. Salvatore, e retta da don Adriano Vigolo. Entrambe le parrocchie sono inserite nella collaborazione pastorale Sculdascia: «Con i parroci della collaborazione siamo in buoni rapporti, dove possibile cerchiamo di aiutarci, frequentiamo assieme anche ritiri di preghiera e momenti formativi – riprende don Romano, sessantenne, originario di Arzergrande – Come dicevo, la vita parrocchiale è attiva, c’è una bella rappresentanza di giovani, una ventina, che si è data molto da fare in occasione del Venerdì Santo, preparando la Via Crucis con costumi di scena e installazioni, allestendo e addobbando con cura e dedizione le varie stazioni. Sono presenti poi una quindicina di ministranti, venticinque coristi, il gruppo dell’Acr e chi, nel periodo natalizio, si dedica alla realizzazione del presepio a alla partecipazione alla Chiarastella. La chiesa di Urbana è molto grande e bella, lo spazio non manca, questo aiuta a ritrovarci attorno a una dimensione di comunità durante le celebrazioni, si respira ancora l’aria della vita di paese in cui ci si conosce un po’ tutti».
I rapporti con l’amministrazione comunale sono molto buoni, di stima reciproca; qualche anno fa è stato riqualificato con un restauro conservativo il capitello dedicato proprio a san Gallo, simbolo religioso ma anche civile, collocato al centro delle due provinciali che attraversano il paese.
La festa per il santo che si tiene a ottobre, insieme a quella nell’ex monastero di San Salvaro dei mesi di gennaio e febbraio (dedicata a santa Dorotea), rappresentano i momenti più significativi di ritrovo tra gli abitanti del paese, resi possibili anche dall’impegno dei volontari delle due pro loco presenti; toccante e partecipata è stata, inoltre, la processione dell’anno scorso in occasione della festa patronale, presieduta dal vescovo Claudio Cipolla.
In parrocchia opera anche il Circolo Noi e un bel giro di volontari che assicura la gestione del bar del centro parrocchiale con le relative aperture settimanali e domenicali. Il gruppo della terza età, ugualmente, fa gruppo grazie all’iniziativa “Stare Insieme”, ritrovandosi tutti i martedì mattina per passare del tempo in compagnia, condividendo qualche chiacchiera e gioco insieme. «Sono una presenza importante e l’amministrazione, con cui i rapporti sono di piena collaborazione, contribuisce alla realizzazione di questa aggregazione partecipando alle spese per l’organizzazione di alcuni momenti, comprese le gite annuali – conclude don Romano Cavalletto – L’anno scorso siamo stati con un bel numero di parrocchiani a Roma, in occasione dell’anno giubilare; dopo l’estate, invece, andremo nella città di Napoli in visita alle opere del Caravaggio: queste proposte riscuotono sempre notevole successo tra i parrocchiani».
L’origine del toponimo “Urbana” è attribuita sia a un nome proprio che al termine urbs, indicando l’antica città, o in riferimento alla V Legione Urbana, vittoriosa ad Azio e responsabile della colonizzazione della zona. A gennaio 2025 conta 2.027 abitanti.