Fatti | Calcio Padova
Dopo il match point salvezza mancato sabato scorso nella partita di Chiavari, il Padova, in questo 37° turno di campionato — penultima giornata —, dove all’Euganeo arriverà il Pescara, ha un’altra occasione per archiviare il discorso salvezza: con una vittoria i biancoscudati si garantirebbero l’obiettivo annunciato a inizio stagione, ma potrebbe bastare anche un solo punto qualora l’Empoli, che si trova a meno tre punti (a quota 37) e ospiterà l’Avellino, dovesse perdere. A quel punto il vantaggio sulla zona play-out salirebbe a quattro punti, rendendo più solida la distanza di sicurezza. Il Pescara, reduce da un pareggio subito in rimonta contro la Juve Stabia, arriva a Padova con la necessità di fare punti: la rincorsa dei delfini li vede ora in zona play-out a quota 34. Speculare per il pareggio non sarebbe cosa saggia, e una vittoria consentirebbe maggior leggerezza nel preparare l’ultimo appuntamento, in programma venerdì 8 maggio alle 20:30 a Cesena. Della serie: vincere per salvarsi, una partita che vale una stagione, in casa, dove a pochi minuti dall’apertura della prevendita la Curva Sud ha fatto registrare il sold out, così come tutti gli altri settori. Solo la curva ospiti non ha raggiunto lo stesso risultato, in quanto gli organi competenti hanno vietato l’acquisto dei tagliandi ai residenti di Pescara e provincia: soltanto chi è in possesso della Fidelity Card del Pescara ma non risiede in Abruzzo ha potuto assicurarsi un posto allo stadio. Uno stadio biancoscudato pronto a spingere la squadra nella partita che vale una stagione, dunque, anche se i primi venti minuti vedranno la Curva Sud in silenzio per protesta, proprio in risposta al divieto di trasferta imposto agli abruzzesi.
I precedenti sorridono leggermente al Pescara, capace di vincere tre delle ultime sei sfide di Serie BKT contro i biancoscudati — tanti successi quanti ne aveva collezionati nei 19 incontri precedenti — ma la storia recente racconta di equilibri mutevoli e di una sfida sempre aperta. Dopo il ko per 0-1 dell’andata, gli abruzzesi rischiano ora di perdere entrambi i confronti stagionali in cadetteria per la terza volta nella loro storia, la prima dal 2010/11. L’ultimo precedente in terra veneta, datato 2 ottobre 2018, si concluse con un pareggio per 2-2, e per trovare due pareggi consecutivi in casa del Padova nel torneo cadetto occorre risalire al periodo tra il 1984 e il 1990. Sul piano del momento, le statistiche dipingono due squadre in difficoltà ma con problemi diversi. Il Padova ha perso sei delle ultime otto giornate di Serie BKT e, dalla 29ª giornata in avanti, nessuna squadra ha incassato più sconfitte nel torneo, al pari del Bari. Il Pescara, invece, arriva al match forte di due pareggi consecutivi ma con un dato che pesa come un macigno: è la squadra che ha sprecato più punti da situazioni di svantaggio in tutto il campionato, ben 31, più del doppio rispetto ai biancoscudati (14). Numeri che raccontano una fragilità caratteriale difficile da ignorare. In chiave offensiva, il Padova si affida ai gol di Mattia Bortolussi — capocannoniere personale con 10 reti — anche se il suo rendimento si è assottigliato col passare delle giornate: a fronte di cinque centri nelle prime undici presenze, ne sono arrivati solo quattro nelle successive venti. Dall’altra parte, il Pescara può contare sull’estro ritrovato di Lorenzo Insigne, protagonista di un impatto da brividi da quando ha fatto il suo debutto il 10 febbraio scorso: otto partecipazioni a gol in undici presenze, con un coinvolgimento ogni 96 minuti tra reti e assist. Occhio infine ai diffidati: in casa Pescara sono ben sei i giocatori a rischio squalifica — Capellini, Corbo, Di Nardo, Letizia, Meazzi e Olzer — mentre tra i biancoscudati sono tre i nomi da tenere d’occhio: Crisetig, Varas e Villa.
Roberto Breda si presenta in conferenza stampa alla vigilia di una partita che può valere una stagione intera. Il primo tema è il Pescara: il tecnico biancoscudato non sottovaluta nulla e sa che gli abruzzesi arriveranno all’Euganeo con le unghie affilate. «Come mentalità cercano sempre di essere aggressivi, l’hanno fatto anche in campi difficili come Frosinone. Hanno una grande qualità nei giocatori: Insigne fa quasi un’altra categoria, ma Di Nardo, Brugman, Caligara sono tutti giocatori forti. È una squadra che ha dei valori, ha fatto un percorso un po’ strano — a un certo punto sembrava spacciata — poi rimettendo in rosa giocatori forti per la categoria ha cambiato marcia.»

Sul piano degli uomini, il mister conferma che non ci sono defezioni rispetto alla trasferta di Chiavari: «Dovremmo essere gli stessi di sabato scorso, non mi viene in mente nessuna altra perdita.» Torna subito il tema della formazione, con il nome di Gianluca Caprari come possibile titolare: «Si sta allenando molto bene, come altri ragazzi che ultimamente hanno trovato meno spazio. Si tratta di capire come vogliamo affrontarla all’inizio e come gestire i cambiamenti quando necessitano. La cosa bella di quest’anno è che le risposte sono sempre state molto positive, e questo per chi fa l’allenatore è un gran punto di partenza.»
Si parla poi del secondo tempo opaco di Chiavari, e il tecnico non cerca alibi ma non evita nemmeno l’autocritica: «Il dato di fatto è che il secondo tempo non è stato quello delle ultime gare. Tra le variabili che hanno influito, più che la stanchezza, c’è anche il fondo del campo, che nel tempo consuma energie. Nel momento clou, quello che di solito facciamo noi l’ha fatto l’Entella. Non vogliamo trovare alibi: vogliamo trasformare quella partita in ancora più determinazione e rabbia. Dobbiamo ricordarci che la nostra punta di forza è proprio l’intensità, la voglia di portare a casa i risultati.»
Una domanda porta in superficie il tema degli ex. Caprari, Sorrentino e Perrotta hanno tutti un passato importante a Pescara, così come lo stesso Breda: «Un pochino sì, ci tengo conto. Però ci sono mille aspetti che predominano su questo, soprattutto in un momento della stagione in cui mancano così poche partite: fai fatica a guardare certe cose, ne guardi più altre.» Rispetto alla scelta del centrale difensivo, il tecnico spiega di ragionare principalmente sulle caratteristiche dell’avversario: «Devi valutare che tipo di gara vuoi fare, in che zona del campo vuoi difendere e come vuoi controbattere ai loro punti di forza. Di Nardo è bravissimo ad attaccare la profondità e bisogna sicuramente prendere in considerazione questo aspetto.»
Sul piano tattico, Breda traccia poi un identikit preciso degli avversari: «È una via di mezzo tra la Reggiana e un po’ l’Empoli: cerca il fraseggio e la manovra, ma è anche molto verticale. Gli attaccanti non li tiene larghi come la Reggiana, ma tutti più stretti, creando quasi un quadrato dietro la prima punta. È una disposizione diversa che ti chiede movimenti diversi.»
Interrogato sull’opzione di sfruttare la debolezza del Pescara negli intercetti, Breda conferma che la sua squadra ha lavorato proprio in quella direzione: «Nelle ultime partite abbiamo sempre cercato di creare situazioni di duello con aggressività. Se c’è stato un cambiamento con il mio arrivo è proprio questo: essere più aggressivi, andare avanti a prenderli. Ho avuto subito una grande risposta dai ragazzi, anche dagli attaccanti, che su questo mi hanno sorpreso perché chiede sacrificio.»
Spazio anche per Cristian Buonaiuto, finora mai impiegato da Breda: «Lo conosco molto bene, l’ho avuto a Perugia e con me fece bene. Non è mai stato un discorso di scelta, ma di disponibilità. Questa settimana ha lavorato sempre con la squadra ed è un ragazzo che può darci sicuramente una mano.»
Dopo una domanda sui giocatori più positivi nella partita di Chiavari, Breda evita di indicare singoli nomi preferendo un’analisi collettiva: «Soprattutto dopo una sconfitta, trovare positivi e negativi vuol dire dar colpa a qualcuno. A livello di squadra abbiamo fatto un primo tempo migliore del secondo, ma al di là di questo bisogna fare i complimenti all’Entella, che ha fatto meglio di noi e ha portato la gara dove voleva. Guardiamo avanti.»
Arriva poi il tema del secondo match point salvezza e dell’obiettivo da centrare davanti al proprio pubblico: «È il desiderio che abbiamo, senza guardare gli altri. Non esistono sei partite, esiste una partita alla volta e su quella bisogna raccogliere il massimo. Domani, se raccogli il massimo, è centrato l’obiettivo. Però devi fare la partita.» Sulla gestione mentale degli intrecci con gli altri campi, Breda è categorico: «Per me esiste solo un modo di prepararla: avere contemporaneamente equilibrio e pericolosità e provare a vincerla. Tanti calcoli e tante considerazioni tolgono solo energia, e quell’energia dobbiamo metterla dentro il rettangolo verde.»
Sul modulo, il tecnico glissa con intelligenza: «Il nostro gioco non è facile da mettere dentro i numeri, perché abbiamo giocatori che sanno fare sia i mediani che le mezzali, sia gli esterni che le seconde punte. Con gli stessi giocatori puoi dare interpretazioni diverse. Ho un gruppo molto elastico in campo.»
Chiude la conferenza il tema della Curva Sud, che aprirà il match con venti minuti di silenzio per protesta. Breda risponde con equilibrio e rispetto: «L’ideale, vista dall’interno della squadra, è sempre che non ci siano queste situazioni. Però conosco molto bene il mondo ultras: hanno dei principi molto veri e seguiti, ed è giusto che diano priorità a quelli che ritengono importanti. Sono già convinto che ci daranno una mano anche domani — poi speriamo di non averne bisogno nei primi venti minuti! I numeri di chi viene allo stadio dimostrano che siamo tutti uniti per l’obiettivo comune. Pensiamo alla partita tutti quanti, convinto che ognuno farà la propria parte per portare a casa il risultato.»
PORTIERI: 14 Fortin, 1 Mouquet, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 4 Belli, 13 Boi, 72 Faedo, 30 Favale, 18 Ghiglione, 58 Pastina, 5 Perrotta, 32 Sgarbi, 55 Villa
CENTROCAMPISTI: 17 Capelli, 6 Crisetig, 23 Di Maggio, 77 Di Mariano, 8 Fusi, 86 Giunti, 41 Silva, 7 Varas
ATTACCANTI: 20 Bortolussi, 92 Buonaiuto, 24 Caprari, 11 Seghetti
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Faedo, Villa, Pastina; Capelli, Crisetig, Fusi, Varas, Favale; Di Mariano, Bortolussi. All. Breda
PESCARA (4-3-2-1): Saio; Faraoni, Capellini, Bettella, Cagnano; Valzania, Brugman, Lamine Fanne; Olzer, Insigne; Di Nardo. All. Gorgone
Arbitro Giuseppe Collu (sezione di Cagliari). Assistenti: Giuggioli e Grasso. IV ufficiale: Massari. Al Var ci sarà Manuel Volpi della sezione di Arezzo, Avar affidato a Maggioni (sezione di Lecco). (Diretta Tv DAZN, “La B Channel”, diretta radiofonica su Radio Veneto24)