Storie
Quattro anni fa erano una cinquantina, oggi sono centoventi. I ragazzi delle scuole medie del seminario minore San Francesco Saverio di Lampang, nel Nord della Thailandia, raccontano una storia di crescita silenziosa che la Chiesa di Padova segue con attenzione. È una delle missioni del Triveneto nella Diocesi di Chiang Mai, terra immensa quanto Piemonte e Lombardia messe insieme, dove i cattolici sono appena 55 mila su tre milioni di abitanti.
A raccontarla è don Raffaele Sandonà, prete diocesano padovano missionario in Thailandia da diciassette anni, oggi economo della Diocesi di Chiang Mai e vicario nella cattedrale del Sacro Cuore. La storia parte dal 2017, quando la divisione delle Diocesi e la creazione di Chiang Rai aveva lasciato Chiang Mai senza un seminario minore nel proprio territorio. La scelta è stata quella di ricominciare, spostando i ragazzi delle medie a Lampang. «È stato un impegno economico importante rispetto alla situazione precedente».
I ragazzi arrivano in larga parte dai villaggi montani delle minoranze etniche, contesti dove troppo spesso la scuola viene abbandonata per il lavoro. Le loro famiglie sono cristiane, generalmente povere. «Chiediamo alle famiglie di contribuire con una quota annuale che, per le loro possibilità, non è poi così economica – racconta don Raffaele –Il sostegno dei genitori copre buona parte del sostentamento dei figli, ma le risorse comunque non sono sufficienti. Ecco perché la Diocesi ha bisogno di trovare fondi per mantenere aperta questa comunità».
Da qui la richiesta di aiuto rivolta alla “Quaresima di fraternità” della Diocesi di Padova, calibrata inizialmente su 96 ragazzi. Ma in pochi giorni, all’inizio del nuovo anno scolastico thailandese, le presenze toccheranno i 120. «C’è un aumento continuo. Da quando abbiamo aperto il seminario minore quattro anni fa, i numeri sono sempre cresciuti: abbiamo iniziato con una cinquantina di ragazzi, poi 80, poi 100 l’anno scorso, e adesso 120». Una risposta che parla di fiducia da parte delle famiglie e delle parrocchie.
Trattandosi di ragazzi delle medie, nessuno di loro ha già scelto cosa farà da grande. Il seminario non è una corsia preferenziale verso il sacerdozio, ma un luogo di formazione. «In futuro potranno orientarsi verso una scelta vocazionale, precisamente verso il presbiterato, oppure verso altre scelte importanti per la comunità cristiana: diventare leader di comunità, catechisti, o semplicemente dei bravi padri di famiglia cristiani». Una parte sta già continuando il percorso nel seminario maggiore di Bangkok. «E chissà, magari in futuro vedremo anche qualche sacerdote provenire da questa nostra prima comunità».
A guidare il seminario c’è un prete diocesano di Chiang Mai che ha studiato in Italia. «Sta facendo un ottimo lavoro – osserva don Sandonà – se c’è questa adesione, vuol dire che dietro c’è una solida impostazione educativa». Tra i volti che don Sandonà ricorda c’è quello del figlio di alcuni ex dipendenti di Chae Hom, parrocchia dove il missionario aveva lavorato a lungo accanto a don Bruno Rossi. «È entrato in seminario quasi per scherzo, ma adesso ha finito la terza media e sta decidendo di proseguire con le scuole superiori a Bangkok. È un ragazzo che è, di fatto, frutto della missione del Triveneto».
L’impegno della Chiesa padovana in questa terra non si esaurisce qui. A Chae Hom don Bruno Rossi porta avanti il progetto sociale “Laudato si’”: agricoltura biologica, caffè, tè e cacao a chilometro zero, in un rapporto economico equo con i contadini delle minoranze etniche. A Lamphun don Ferdinando Pistore e don Bruno Soppelsa, delle Diocesi di Vittorio Veneto e Belluno, accompagnano gli immigrati birmani e fanno arrivare aiuti oltre confine, dove infuria una guerra dimenticata. La Thailandia, peraltro, sarà anche meta del viaggio lungo dei giovani padovani che nel 2027 parteciperanno alla Giornata mondiale della gioventù di Seul.
Sono rimasti in quattro, i missionari fidei donum del Triveneto, gli unici stranieri in tutta la Diocesi di Chiang Mai. Ma la dimensione del dono, dice don Sandonà, resta tutta intera. «Io sono figlio della Chiesa di Padova, porto con me la sua eredità e il suo dna. Quello che ho ricevuto nella mia formazione lo metto in gioco qui, e allo stesso tempo ricevo tantissimo in cambio».
A guardare l’esperienza dall’Italia, don Raffaele Coccato, responsabile del Centro missionario diocesano di Padova, sottolinea uno dei frutti più significativi maturati in questi anni: «Il clero di Chiang Mai ora vede i preti missionari fidei donum con la loro specifica caratteristica di essere preti diocesani, e non missionari di altre congregazioni». Don Sandonà economo della Diocesi è la prova più visibile di questa integrazione. E con essa, di una Chiesa locale che cresce.
Il sostegno al seminario minore San Francesco Saverio di Lampang è uno dei progetti finanziati dalla “Quaresima di fraternità” 2026 della Diocesi di Padova. L’importo richiesto è di 9 mila euro, pari alla copertura delle tasse scolastiche di un quadrimestre per i 96 ragazzi inizialmente previsti, oggi diventati 120. Le famiglie – in larga parte appartenenti alle minoranze etniche dei villaggi montani della Diocesi di Chiang Mai – contribuiscono con una quota annuale, ma le risorse non bastano a coprire i costi del convitto e della scuola. L’obiettivo, come spiega il Centro missionario diocesano guidato da don Raffaele Coccato, è sostenere i ragazzi nella frequenza continuativa della scuola ed evitare la discriminazione dovuta alla scarsità di mezzi economici delle famiglie.
Per donare e per scoprire gli altri progetti sostenuti dalla Diocesi: www.quaresimadifraternita.it

«La Chiesa di Padova mantiene con la Diocesi di Chiang Mai un rapporto di solidarietà assolutamente necessario» spiega don Raffaele Coccato, responsabile del Centro missionario diocesano. «Si tende a pensare alla Thailandia come a un Paese con un’economia solida, ma le zone rurali rimangono molto fragili». Da qui l’importanza del sostegno alla formazione dei più giovani.