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A Stanghella, l’8 maggio, Vittorio Dainese è diventato accolito. Sposato con Serena e padre di cinque figli, abita a Sant’Elena d’Este e presta servizio a Stanghella. «Quello dell’accolitato è il ministero dell’eucaristia e del servizio dell’altare – racconta – Quell’eucaristia che è “fonte e culmine di tutta la vita cristiana”. La Chiesa, nella liturgia dell’istituzione dell’accolito, invoca sul candidato una speciale benedizione, perché possa compiere fedelmente il suo servizio conformando sempre più la propria vita al sacrificio eucaristico così da offrirsi ogni giorno in Cristo come sacrificio spirituale a Dio gradito. L’accolito vive questa chiamata tra i momenti liturgici e il suo quotidiano, a maturare nella consapevolezza e a dare testimonianza con la vita. L’accolito aiuta il presbitero e il diacono, si impegna a rendere servizio alla comunità celebrante dando il suo tempo, disponibilità, impegno; non si limita alla celebrazione liturgica ma va anche fuori, nel mondo, portando ai fedeli ciò che ha attinto dall’altare, cercando di farsi strumento dell’amore di Cristo e della Chiesa nei confronti dei più bisognosi, deboli, poveri e malati».
E ancora: «L’8 maggio mia moglie ha ricordato la sua prima comunione e con emozione mi ha sussurrato questa frase: “Mai, a distanza di anni, avrei pensato di poter ricevere un giorno Gesù dalle mani del mio sposo”. Questa data è anche per me molto cara: corrisponde alla nascita di mio nonno Vittorio».

Pavel Marian Bilha presenta nelle mani del vescovo Claudio – sabato 16 maggio a San Lazzaro, sede della comunità cattolica romena – la domanda di ammissione al cammino verso il diaconato permanente. «È un passo importante che nasce da una storia lunga, fatta di ricerca, fede e desiderio di compiere la volontà di Dio. Sono nato in Romania nel 1977, settimo di dieci figli. In famiglia ho imparato a riconoscere la fede come un dono prezioso, grazie soprattutto a mia madre Cecilia, che con semplicità e forza ne è stata testimone. Fin da giovane ho sentito il desiderio di consacrare la mia vita al Signore, entrando nel cammino francescano e vivendo anni intensi di formazione tra Romania e Italia. Dopo un lungo discernimento, ho scelto di non proseguire verso il sacerdozio. Ho continuato però a studiare teologia e a coltivare le mie passioni, fino a diventare insegnante di religione. Nel frattempo mi sono laureato anche in Dams». Pavel è sposato dal 2005 con Ema Maria e ha due figli, Sofia e Francesco. «Con loro ho condiviso questo cammino, fatto di domande, attese e maturazione, trovando nel tempo sostegno e comprensione. Oggi sento il desiderio di servire la Chiesa e il prossimo. Già ora sono impegnato nella vita parrocchiale di Villatora come ministro straordinario dell’eucaristia e nell’accompagnare i gruppi del Tempo della fraternità. Presento la mia domanda con fiducia e umiltà, affidandomi al discernimento della Chiesa».
Sono 57 i diaconi permanenti della Diocesi di Padova. Sono impegnati nelle parrocchie, nelle collaborazioni pastorali, nei servizi di ambito (ospedale, carcere, residenze sanitarie assistenziali, servizi diocesani). 46 diaconi sono sposati, 3 vedovi e 8 celibi. L’età media è di 67 anni. La comunità diaconale comprende tutti i diaconi, le loro spose, i candidati, e quanti chiedono l’ammissione.
Il delegato vescovile è mons. Andrea Toniolo; padre spirituale è mons. Antonio Oriente; il diacono Tomaso Cuzzolin è referente della formazione richiedenti/aspiranti/candidati; coordina la formazione diaconale Dimitri Pastorello. L’attività di segreteria è affidata a Luigi Marega.
Quest’anno la formazione si è concentrata per tutti su questo tema: “Quali diaconi nella chiesa di oggi”. A zone, invece, sono previsti degli incontri mensili.
Oltre a questo, viene organizzata una “gita formativa”, che quest’anno si tiene domenica 17 maggio a Vittorio Veneto, dove è previsto un incontro con il vescovo Riccardo Battocchio.
Solitamente a luglio è programmato un ritiro di spiritualità e formazione sul tema annuale; quest’anno si terrà al Centro Chiavacci di Pieve del Grappa e sarà presente la teologa Serena Noceti.