Salcedo. La prima chiesa è medievale e il santuario è ottocentesco

La storia e gli ultimi restauri delle due chiese sul colle di Sant’Anna sono raccontate in un volume curato dall’architetto Nazzareno Leonardi. Il colle di Sant’Anna, un tempo chiamato monte Maggiore, è sempre stato un luogo di culto per gli abitanti di Salcedo: le prime notizie per la chiesa di San Sigismondo, cui in seguito si è aggiunto il titolo di San Valentino, risalgono a un documento del 1420, ma le fattezze romaniche del campanile, analogo ad altri edifici vicentini, fanno pensare che sia più antico. A quel tempo la chiesetta, oltre che eremo, era anche parrocchiale, nonostante la distanza di oltre un chilometro dal centro abitato, dove si trovava la più comoda chiesa dei Santi Quirico e Giulitta che secoli dopo la soppianterà nella funzione. La chiesa di Sant’Anna è invece ottocentesca, e fu eretta dopo l’epidemia di colera del 1836 a motivo della devozione popolare verso la santa, effigiata in una statua conservata proprio nella chiesa sul colle, che attirava sempre più numerosi fedeli. La costruzione iniziò nel 1875: fu demolita l’antica canonica, ma risparmiata la chiesetta preesistente, che cadde in disuso e fu restaurata solo nel 1971. L’edificio è in stile neoclassico a pianta ottagonale, con facciata arricchita da lesene-paraste e timpano di coronamento. L’iscrizione reca la titolazione ai santi Anna e Valentino, riunendo così le due chiese.