Santa Giustina in Colle. Restauri a chiesa e decorazione
Sono quasi terminati i restauri alla parrocchiale, eretta a fine Ottocento, e ai dipinti di Giacomo Manzoni sulle due navatelle. È atteso a breve il termine dei lavori alla chiesa parrocchiale di Santa Giustina in Colle. Sì è intervenuto sulle coperture, sugli intonaci esterni ed è stata restaurata parte degli affreschi
È atteso a giugno il termine dell’intervento di restauro alla parrocchiale di Santa Giustina in Colle, iniziato a settembre. La chiesa, eretta sul sito della precedente di origine medievale, fu costruita su progetto dell’ingegner Augusto Zardo e portata alla copertura in soli due anni (1893-94). L’abside fu aggiunta nel 1925. Il padovano Giacomo Manzoni decorò il soffitto della navata centrale con storie di santa Giustina, in quelle laterali di Maria e di Giuseppe, nei pennacchi dipinse santi e angeli. Lunga è stata la gestazione dei lavori, iniziata già nel 2018, anno in cui si era constatata la caduta di piccoli frammenti d’intonaco dalla volta: questo aveva portato l’anno dopo alla posa, autorizzata dalla Soprintendenza come opera urgente, di reti anti-calcinacci al di sotto dei soffitti. Ora, grazie anche alla disponibilità di alcuni finanziamenti, la parrocchia ha potuto procedere ai lavori, appaltati all’Ati guidata da AR Arte e Restauro di Rubano. La prima parte dell’intervento ha riguardato il completo rifacimento del manto di copertura, dalle cui infiltrazioni probabilmente dipendevano i distacchi citati. Si è proceduto al restauro e consolidamento delle travi e delle capriate lignee, nonché del soffitto della chiesa in cantinelle di legno. Si è quindi lavorato al restauro conservativo dei dipinti del Manzoni sul soffitto della navata a destra dell’ingresso e sui pennacchi degli archi; per concludere i lavori, i restauratori stanno ora operando nella navata opposta. Con l’occasione sono state sostituite le luci al neon con altre a led. Al contempo, si stanno pulendo e ripristinando gli intonaci delle superfici esterne esposte a nord. Il costo per i lavori alla copertura e agli interni è di circa 489 mila euro, cui se ne sono aggiunti altri 90 mila euro per gli esterni. La parrocchia ha beneficiato di un finanziamento della Regione Veneto per circa 45 mila euro (legge regionale 44 del 1987), della Fondazione Cariparo per altri 100 mila euro e della Cei (8 per mille) per 150 mila euro. Fondi parrocchiali e donazioni stanno permettendo di coprire quasi integralmente la cifra rimanente. «È veramente bello avere riscontrato – commenta il parroco, don Claudio Bortignon – che, per il restauro della loro chiesa, la generosità dei fedeli è tanta, soprattutto da parte delle persone umili. È grazie ad essa che abbiamo potuto procedere a rifare anche gli intonaci esterni, inizialmente non preventivati». Rimarranno da fare, quando saranno raccolti i fondi necessari, i restauri dei soffitti della navata maggiore, del presbiterio e della cupola, motivo per cui le reti anti-calcinacci resteranno in posa nell’area centrale della chiesa.
La generosità dei fedeli è stata nobile
Due fratellini hanno donato due monete, un’anziana degli orecchini d’oro: per don Claudio, che li conserva gelosamente, sono il simbolo della generosità della gente che ha permesso di sostenere i restauri.