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Dopo il clamore delle prime ore, il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, è tornato sulla vicenda di Francesco Saviane, il 37enne, fino al 2023, insegnante di religione all’Istituto Barbarigo, e negli ultimi anni ospitato nella parrocchia di San Lorenzo di Albignasego, che sarebbe responsabile di abusi sessuali nei confronti di sette minorenni avvenuti tra il 2017 e il 2026.
«Sto seguendo questo momento con profondo dolore e forte vicinanza, in particolare ai minori coinvolti, alle loro famiglie, alla comunità di San Lorenzo di Albignasego, agli studenti e al personale dell’Istituto Barbarigo – ha detto il vescovo al nostro settimanale diocesano – Rispetto al caso specifico, come Chiesa abbiamo tempestivamente assunto le misure conseguenti alle informazioni di cui disponevamo e che erano nelle nostre concrete possibilità, non ultima la piena collaborazione con l’autorità giudiziaria. Fatti come questi ci spronano tuttavia a essere ancora più attenti e incisivi nella prevenzione di ogni comportamento o situazione, anche solo potenzialmente, lesiva in particolare dei minori e delle persone vulnerabili. Come ci ricorda il magistero di papa Leone XIV, “una comunità cristiana vive la conversione evangelica quando non si difende dal dolore di chi ha sofferto, ma se ne lascia interrogare; quando non minimizza il male, ma lo riconosce; quando non si chiude nella paura dello scandalo, ma accetta di percorrere strade esigenti di verità, di giustizia e di guarigione”».
Nel frattempo, Francesco Saviane non è più dipendente del centro dell’infanzia Carlo Liviero di San Lorenzo di Albignasego, dove lavorava da alcuni mesi. La lettera di licenziamento gli è stata recapitata nella mattinata di martedì 19 maggio, poche ore prima dell’interrogatorio di garanzia, nel quale ha ascoltato le contestazioni del pubblico ministero e si è dichiarato innocente. Le indagini erano partite lo scorso marzo, a seguito di una denuncia.
Sulla vicenda la Diocesi di Padova, in una nota uscita nella serata di domenica 17 maggio, aveva precisato che «Francesco Saviane non ha più ricevuto incarichi di insegnamento di religione cattolica in alcuna scuola statale e/o paritaria dal 1° settembre 2023 e a seguire gli è stata formalmente e definitivamente revocata dall’ordinario diocesano l’idoneità all’insegnamento della religione cattolica».
Sempre dal 2023 inoltre si era conclusa la sua presenza presso l’Istituto Barbarigo e contestualmente mons. Claudio Cipolla aveva disposto la sua esclusione da qualsiasi incarico in ambito ecclesiale, a seguito di un’indagine canonica avviata a suo carico. Il vescovo così ha ottemperato a tutte le prescrizioni canoniche e civili e si è messo a disposizione completa dell’autorità giudiziaria nelle indagini attualmente in corso. E ugualmente, per quanto di propria competenza, ha fatto l’Istituto Barbarigo.
In questi giorni molto si è discusso anche sulla presenza di Francesco Saviane nella canonica della parrocchia di San Lorenzo di Albignasego, dove ha scontato anche i primi giorni di arresti domiciliari. La circostanza si è verificata nonostante il vescovo Cipolla avesse espressamente chiesto il suo allontanamento oltre all’allontanamento di Saviane da ogni attività pastorale in tutte le parrocchie. Al momento di andare in stampa apprendiamo la prescrizione del suo trasferimento in altra sede prevista dall’autorità giudiziaria per la giornata di mercoledì 20 maggio.
In Diocesi di Padova, dal 2017 è attivo il “Sinai – Servizio informazione e aiuto” (www.diocesipadova.it/servizio-informazione-aiuto) che rappresenta il Servizio diocesano tutela minori e persone vulnerabili: uno spazio a cui chi si sente vittima di qualche forma di abuso può riferirsi per un primo ascolto e indirizzo, che non esclude naturalmente i percorsi della giustizia ordinaria e di quella canonica.