Un copertone forato e una camera d'aria che non si ripara più diventano lo specchio del nostro tempo: dall'obsolescenza programmata alla scomparsa del "fare di necessità virtù", il piccolo gesto quotidiano che racconta il cappio del consumismo
«Ho forato!». Chissà quante volte, ieri come oggi, abbiamo sentito queste parole. La risposta era, e dovrebbe essere sempre, la stessa per tutti: «Mettiamoci una “pezza”!». Parlo di quel tubo circolare in gomma (in butile o lattice) che è l’anima dello pneumatico delle due ruote. Fatta la meccanica premessa, il banale esempio può assurgere oggi a indice della civiltà in cui siamo. L’esempio è dato da un episodio che, seppur banale, è fortemente indicativo. Mi sono quindi precipitato da Alice, una mia vicina appassionata di biciclette, perché mi mettesse la solita pezza. La sorpresa sarebbe arrivata da ciò che le ha invece risposto il rivenditore di pezzi di ricambio, arrivato a regalargli le “pezze”, che lui ha definito «insussistenti» al fine della riparazione, perché sono cambiati – in peggio – i materiali. Era necessario quindi, cambiare l’intera camera d’aria per tornare a pedalare. Caparbiamente la mia “meccanica” sotto casa ha avuto l’ardire di metterla, quella pezza, trovando conferma delle parole del rivenditore. L’usa e getta vale anche per quanto di più lontano c’è dalla grande economia, ma che può essere l’emblema di ciò che in realtà siamo. Che sia obsolescenza tecnologica, furbizia commerciale o economia circolare, di fatto è l’estinzione di quel “fai da te” o del “fare di necessità virtù” che è stato alla base delle generazioni passate. Oggi ci si deve quindi arrendere all’usa-getta-cambia e poi paga! Resta poi indicativo il fatto che i grandi cambiamenti che stiamo vivendo oggi, partano anche dalle cose più semplici e banali della nostra quotidianità. È questa, al di là di tanti teoremi, l’infernale macchina del consumismo indotto, che è il cappio alla nostra società, dove pochi guadagnano, ma tutti dipendono. Oggi siamo prede e ostaggi, nostalgici di quella “pezza”, inutile a un’economia di mercato schiavizzante e completamente fuori controllo in cui ci troviamo.