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«Potrei andare avanti tutto il giorno». La battuta con cui Steve Rogers, Capitan America, si rialza dopo ogni colpo racconta bene la serata del Padova all’Euganeo: gambe sempre più pesanti, ma nessuna intenzione di mollare. I biancoscudati superano 2-0 il Südtirol nel primo turno infrasettimanale della stagione e centrano il secondo risultato utile consecutivo. La prima mezz’ora è di marca biancoscudata: schierati a sorpresa con il 4-4-2, i padroni di casa impostano con pazienza, fanno girare palla con qualità e comandano il gioco, trovando il vantaggio con Artistico, al primo sigillo con la nuova maglia. Alla distanza, però, la benzina comincia a scarseggiare: il Padova cala sul piano fisico, abbassa il baricentro e lascia campo agli altoatesini di Possanzini, che spingono con insistenza. La squadra soffre ma non si spezza: regge l’urto grazie ai riflessi di Sorrentino e alla solidità della retroguardia, finché nel finale Capelli, entrato dalla panchina, firma il raddoppio con un tap-in convalidato dopo la revisione al VAR. Del resto, come amava ripetere Giampiero Boniperti, «vincere non è importante, è l’unica cosa che conta».
Calabro ridisegna il Padova con il 4-4-2: Sorrentino in porta; Dellavalle, Lovato, Pastina e Cocchi in difesa; Fusi, Zuelli, Giunti e Pompetti a centrocampo; in attacco confermata la coppia Moro-Artistico. Sorprende anche l’esclusione di Capelli e Carissoni, che partono dalla panchina. Il Südtirol di Possanzini risponde con il 3-4-2-1: Plizzari in porta; Stivanello, Giorgini e Veroli in difesa; Davi, Tronchin, Brik e Molina a centrocampo; Vasco Lopes e Vasic alle spalle dell’unica punta Okoro.
All’Euganeo i primi minuti sono di studio: le due squadre sono attente a non scoprirsi, ma è il Padova a fare la partita, mostrando un buon palleggio. Il primo squillo è dei biancoscudati al 13′: punizione di Zuelli dal vertice sinistro, palla sopra la traversa. È il preludio al vantaggio, che arriva al 19′: cross dalla destra di Giunti e incornata vincente di Artistico, che batte Plizzari proprio sotto la Curva Sud. Padova avanti 1-0: l’attacco finalmente si sblocca ed “El Tiburón” firma la sua prima rete in maglia biancoscudata. Il Südtirol non ci sta e al 26′ l’ex Vasic prova un bel destro a giro, ma Sorrentino devia in corner. Gli altoatesini prendono campo e al 29′ tornano pericolosi: serve una chiusura provvidenziale di Pastina, con l’aiuto di Sorrentino, per sbrogliare la situazione. Al 35′ l’occasione più nitida per il pari: Davi, ben servito in area di rigore, calcia alle stelle. Nel finale di tempo la squadra di Possanzini fa la partita e il Padova soffre. Al 43′ ci riprova Vasic dal limite, conclusione alta. Senza recupero si va al riposo con i biancoscudati avanti di misura.
Nella ripresa Possanzini cambia subito: al 46′ esce Vasic ed entra Burnete, che al 50′ ci prova di testa su cross di Molina, palla alta. Il Südtirol spinge e il Padova resta troppo schiacciato nella propria metà campo: al 55′ gli altoatesini conquistano due corner consecutivi, ma la difesa biancoscudata libera. Al 61′ entra Rispoli per Brik. Al 64′ Fusi perde un brutto pallone e Vasco Lopes calcia di sinistro: Sorrentino blocca a terra. Al 68′ sale il nervosismo: un pallone non messo fuori con Artistico a terra scatena un parapiglia, ammoniti Lovato e Okoro. Al 71′ Rispoli tira dal limite e Sorrentino si rifugia in corner; al 72′ Possanzini richiama Okoro e inserisce Mixtur; al 74′ giallo per Fusi; al 75′ ancora Rispoli, ma Lovato si immola e respinge. Al 78′ doppio cambio per i biancoscudati: fuori Pompetti e Zuelli, dentro Varas e Capelli. Al 79′ Mixtur, defilato sulla destra, calcia forte: palla fuori, con Sorrentino che controlla. All’80′ la grande occasione per chiuderla: Artistico, servito dalla destra da Fusi calcia rasoterra dall’altezza del dischetto, Plizzari respinge. Il raddoppio arriva all’87′: splendida azione biancoscudata, conclusione di Varas, respinta di Plizzari e tap-in di Capelli, entrato appena nove minuti prima. L’arbitro in un primo momento annulla per fuorigioco, ma dopo la revisione al VAR convalida: è 2-0. Nei sette minuti di recupero il Padova si difende con ordine e porta a casa i tre punti.
«Complimenti alla squadra. Finalmente comincio a intravedere qualcosa di quello che mi piace, di quello che mi appartiene: l’atteggiamento, il carattere». Così mister Antonio Calabro commenta il successo sul Südtirol, apprezzando che il Padova, dopo il vantaggio, abbia trovato il raddoppio: «L’ha chiusa la partita, e questo è un aspetto molto importante». Il tecnico dedica la vittoria a Ferruccio Ruzzante, tifoso storico del Padova che è venuto a mancare nei giorni scorsi, poi spiega la svolta tattica: «Ad Avellino abbiamo messo delle basi a livello di disponibilità e spirito di sacrificio, oggi ci abbiamo messo qualcosa di più. Cambiare sistema di gioco e preparare la partita in un giorno non era semplice, però volevo farlo già dopo l’Entella. La squadra, pur essendo stata costruita per giocare 3-5-2, non si esprimeva in un certo modo e ho ritenuto di optare per dei cambiamenti, senza andare a sbattere la testa contro il muro. È mia responsabilità trovare delle varianti». Elogi per il gol di Artistico, atteso da tutti, per «la grande prestazione di Moro», tutta sacrificio, e per Giunti, «un giovane importantissimo» con «grandi prospettive, proprio di grandi palcoscenici». Sul gruppo il messaggio è netto: «Incominciamo a non parlare più di vecchia e di nuova guardia. Questi ragazzi sono un gruppo unico». Sui fischi delle due sconfitte casalinghe: «Sono giustissimi. Ci siamo riproposti di portarci il pubblico dalla nostra parte con l’atteggiamento: dare una spallata, fare una scivolata, vincere un contrasto». Calabro però frena: «Siamo stati aggressivi per venticinque, trenta minuti, poi quando abbiamo fatto le cose a metà il Südtirol ha preso campo. I problemi non sono stati risolti: testa bassa e pedalare, pensare meno alle chiacchiere e più a fare i punti necessari, con umiltà. Poi, nelle ultime partite, se avremo raggiunto l’obiettivo minimo, penseremo a qualcosa di importante». Buon segnale la seconda porta inviolata consecutiva, frutto anche di un sano timore: «Non possiamo dare la sensazione di essere vulnerabili, e questo è grazie soprattutto al lavoro degli attaccanti». E sulle occasioni sprecate: «Se da una parte non l’abbiamo chiusa, dall’altra ce le abbiamo avute. Nelle altre partite non abbiamo avuto nemmeno quelle». In chiusura, uno sguardo alla settimana trascorsa: «Eravamo sotto un treno, giustamente contestati. Avete visto un Calabro diverso: poche chiacchiere. Tra Serie A e progetti ci siamo persi, quando il calcio è fatto di concretezza».


Stremato dopo 97 minuti in campo, Gabriele Artistico apre con un pensiero per Ferruccio Ruzzante: «Un forte abbraccio e le più sentite condoglianze alla famiglia, è stato una bandiera ed è giusto che abbia il suo tributo». Poi la gioia: «Era da parecchio che non facevo una partita da 97 minuti. Per il mio modo di giocare arrivo alla fine bello stanco, ma quando si arriva stanchi significa che si è dato tutto. Questo risultato è una spinta da portarci sabato a Catanzaro». Sulla rete: «Fare gol sotto la curva era qualcosa che immaginavo e desideravo: dal campo è come se avessimo veramente un uomo in più». «Come tutti gli attaccanti vivo per il gol», ammette, precisando però che la rete è «il frutto di un grande lavoro, di dettagli che ogni giorno sto lì a curare» e che «il gol è la risultante di una grande prestazione». Sul rientro graduale: «Con lo staff abbiamo scelto una reintegrazione più lenta del previsto, perché il polpaccio è un muscolo subdolo. Piano piano sto mettendo minutaggio sulle gambe». Parole al miele per la città: «È veramente stupenda, se ne parla pure poco. Spero di rimanerci per tanto tempo e fare grandi cose con questa società». Grande stima anche per i compagni di reparto: «Ognuno ha il suo curriculum e la propria storia. Ogni settimana tutti e ventisei diamo il massimo e ho grande fiducia nelle scelte dell’allenatore: con chi gioco gioco». Toccante il ringraziamento alla famiglia e alla fidanzata per un «nuovo inizio» dopo «una stagione molto stressante a livello mentale, perché quando non raggiungi un obiettivo e ci metti tutto te stesso è una sensazione che va digerita col tempo»: «Mi permettono ogni giorno di stare sereno e di tirare fuori il meglio di me». Sul suo ruolo: «Mi riconosco il fatto di essere generoso: se c’è da fare reparto da solo do il massimo. Di testa (il fare gol) è una caratteristica su cui conto molto, spero di farne qualcuno coi piedi». Dopo i 13 gol con lo Spezia, nessun obiettivo numerico: «Se basi la stagione sul numero cresci poco. Arrivo al campo con la fame di migliorarmi; preferisco stupire la gente, renderla fiera e portare onore alla maglia». Infine, la chiave della svolta dopo l’Entella: «Un senso di rivalsa, la voglia di dimostrare il nostro valore. Siamo una squadra forte, ma non dobbiamo dimenticare di essere una squadra umile di grandi lavoratori: ci siamo guardati in faccia e ci siamo rimboccati le maniche. Esultare per una chiusura di un difensore o un passaggio di un centrocampista per me è la cosa più bella».
Nella decima giornata il Padova sarà di scena allo stadio Nicola Ceravolo di Catanzaro, dove alle 17:15 affronterà una squadra che, insieme alla Sampdoria, occupa l’ultimo posto in classifica a quota cinque punti. Ma la classifica non deve trarre in inganno: la Serie B è un campionato imprevedibile, e il Padova lo ha già sperimentato a sue spese di recente.