Mosaico
Una statua intatta tra le macerie della prima guerra mondiale sull’Altopiano dei Sette Comuni. È la celebre foto scattata più di cento anni fa che ritrae il monumento dedicato alla beata Giovanna Maria Bonomo, scampato miracolosamente ai bombardamenti. Oggi la statua – sopravvissuta alla guerra, ma non al logorio del tempo – è pronta per essere restituita in tutto il suo splendore alla comunità di Asiago e dell’Altopiano dopo un restauro durato qualche mese, finanziato dal Rotary Club Asiago Altopiano dei Sette Comuni e dal Comune di Asiago.
Il 4 luglio Asiago celebra non solo il nuovo “look” del monumento, ma la vita stessa della beata grazie a un nuovo documentario e a un approfondimento sulla sua storia, realizzato da Nica Polato: «Anzitutto voglio ricordare l’impegno profuso dal Rotary Club di Asiago, nella persona del presidente, avv. Giampaolo Baù, da Silvano Rossi e dal Comune di Asiago. Per quanto riguarda il mio lavoro, una riedizione del libro Beata Giovanna Maria Bonomo. Quaderno di appunti storici, ho riscoperto alcune vecchie pubblicazioni sulla vita della Beata ma soprattutto ho consultato lo storico bollettino parrocchiale, la Squilla Alpina, grazie al quale ho ricostruito le vicende della statua nell’ultimo secolo».
«Sappiamo che nel 1917 un soldato andò dal vescovo di allora a riferire che la statua era ancora integra dopo l’ennesimo bombardamento. Lo riferisce proprio in quell’anno don Guido Mazzocco, arciprete di Asiago, nella prima delle due biografie che scrisse su Maria Bonomo; la seconda è del 1922 e l’anno successivo la statua venne ricollocata davanti alla casa natia della beata. Per l’occasione fu recuperata e riportata ad Asiago l’urna con una sua preziosa reliquia. Oltre alla venerazione per le opere e i miracoli compiuti dalla beata in vita, la devozione popolare è cresciuta dopo “l’evento straordinario” della Grande guerra, che all’epoca diede fede e speranza ai profughi di rientro», ricostruisce Nica Polato.
Contestualmente all’inaugurazione della statua sarà proiettato anche un documentario finanziato dal Rotary Club e patrocinato dal Comune assieme ai cinema Lux e Grillo Parlante, come racconta Davide Degiampietro che ha curato il progetto e seguirà le future proiezioni: «Questo progetto audiovisivo dal titolo Fiore tra le rovine è nato parallelamente al restauro per restituire alla cittadinanza la storia della vita della beata e della sua statua. In 50 minuti il documentario narra l’infanzia di Giovanna Maria Bonomo, la sua vita e la beatificazione. Eccezionali sono poi le immagini del monastero di Bassano dove Maria Bonomo visse parte della sua esistenza: la macchina da presa ha potuto accedervi grazie alla disponibilità delle suore Sacramentine che hanno consentito di documentare un luogo normalmente non accessibile al pubblico. Il resto del film è stato realizzato grazie a immagini – alcune delle quali animate grazie all’intelligenza artificiale – e a una voce fuori campo» conclude Degiampietro.