“Siamo felici per il ritorno di Cecilia Sala. Apprezzo profondamente il lavoro di questa donna, che si assume il rischio di raccontare ciò di cui è testimone, pur di incontrare e condividere ciò che vede”.
“Mettere il bene comune davanti agli interessi particolari o di partito, a superare la tentazione di rimanere indifferenti di fronte agli eventi nazionali e all’utilizzo della persecuzione per ragioni politiche”, affinché “ciascuno di noi contribuisca, secondo le proprie capacità e responsabilità, a dare risposte alla difficile situazione che stiamo vivendo oggi”.
Il Santo Padre, a causa del persistere del raffreddore, ha affidato la lettura del tradizionale discorso di inizio d'anno a mons. Ciampanelli. Al centro, la "diplomazia della speranza", in un anno giubilare segnato dalla minaccia di una guerra mondiale. No all'antisemitismo e alla "cancel culture". "Inaccettabile parlare di un diritto all'aborto". "Troppe persone schiave del loro lavoro". Appello per l'eliminazione della pena di morte e il condono del debito dei Paesi poveri
Questa mattina, Cecilia Sala, nel suo primo post su X, ha scritto: “Ho la fotografia più bella della mia vita, il cuore pieno di gratitudine, in testa quelli che alzando lo sguardo non possono ancora vedere il cielo”. Raggiunta dal Sir, Farian Sabahi, scrittrice e ricercatrice italo-iraniana dell’Università dell’Insubria, ha ricordato le condizioni in cui le donne sono detenute nelle prigioni iraniane: “In Iran le prigioni sono sovraffollate, i diritti delle detenute non sono garantiti. I processi sono sommari e molto spesso le confessioni estorte”. E ha aggiunto: “La vicenda di Cecilia Sala è solo un piccolo tassello in un mosaico complesso”
Il reporter nato nella Striscia ha completato la stesura della tesi di dottorato mentre testimoniava la crisi umanitaria in atto, discutendo poi online l’esame finale “sullo sfondo assordante della guerra e con il ronzio dei generatori di corrente”
Secondo le notizie, dal 26 dicembre, 8 neonati sarebbero morti per ipotermia. Unicef: “ Le parti in conflitto e la comunità internazionale devono agire con urgenza per porre fine alla violenza, alleviare le sofferenze e garantire il rilascio di tutti gli ostaggi, soprattutto dei due bambini rimasti”