Nel Novecento i Paesi europei, ammalati di nazionalismo, sono andati alla guerra degli uni contro gli altri. Quanti dolori e quante vite perdute! Oggi siamo in un’altra stagione: la cultura del vivere per sé conduce all’egoismo nazionale e locale, all’assenza di visioni. Ma, a forza di vivere per sé, l’uomo muore; si spegne un Paese, una comunità, una nazione. E così l’Europa rischia il congedo dalla Storia. Ma il mondo ha bisogno dell’Europa, del suo umanesimo, della sua forza ragionevole, della sua capacità di mediazione e di dialogo, delle sue risorse, della sua intraprendenza economica, della sua cultura.
Partecipatissima la manifestazione di Libera a Padova, che ha visto la presenza di studenti, associazioni, sindacati, il vescovo di Padova Claudio Cipolla e il patriarca di Venezia Francesco Moraglia. Tra gli slogan: "La cultura e la storia fanno la memoria", per tenere gli occhi aperti contro le mafie anche al Nord.
L'Italia sarebbe il primo Paese del G7 (i sette grandi) ad aprire la Grande Via del commercio. Non avere i conti in ordine e un’economia debole rende meno libera la scelta. Con la Cina è in corso un altro contenzioso che riguarda lo sviluppo della tecnologia 5G, superveloce e più capiente. Quella che collegherebbe tutto in casa e fuori, producendo quella nuova ricchezza che sta sostituendo il petrolio: i dati da elaborare. Viene sviluppata da due multinazionali cinesi, Huawei e Zte, da Ericsson e Nokia in Europa e dall’americana Cisco. Le infrastrutture possono controllare/influenzare dati di tutti i tipi, compresi quelli sensibili politicamente. Il controllo di tali informazioni fa gola ai governi e ai rispettivi servizi segreti. La richiesta all’Italia è di frenare Huawei, sospettata di spionaggio
Italia Longeva, la rete nazionale sull'invecchiamento e la longevità attiva, ha condotto un'indagine sull'assistenza domiciliare in Italia tra il 2017 e il 2018. Risulta che l'Italia è agli ultimi posti in Europa per le ore di assistenza domiciliare garantite agli anziani: si parla di 20 ore in media di assistenza l'anno, mentre in altri Paesi le stesse ore vengono erogate in un mese. Si registra inoltre una grave disparità tra una Regione e l'altra. E questo con conseguenze pensati anche sotto il profilo economico, per il carico che finisce col gravare sul sistema sanitario. I dati sono stati diffusi a Milano nell'ambito del convegno “La Babele dell’assistenza domiciliare in Italia: key player a confronto”.
Che ci fanno gli studenti dell’istituto Meucci-Fanoli di Cittadella nel Reparto di Rianimazione dell’Ospedale di Camposampiero? Fanno arte, mettono in pratica ciò che stanno studiando a scuola e così, l’alternanza scuola-lavoro diventa un murales con mani che incitano un pettirosso a spiccare il volo, dopo averlo curato. È il lavoro realizzato dagli studenti nel corridoio d’ingresso della Rianimazione, un inno alla vita. E alla perseveranza. «Nel reparto dei pazienti critici – dice Domenico Scibetta, direttore Generale dell’Ulss 6 Euganea – pennellate di luce, fiducia e speranza».
A Bruxelles anche la Fidae al colloquio internazionale del Comitato europeo per l’insegnamento cattolico. Fra le riflessioni anche il compito della scuola cattolica in un contesto in cui, specie nelle grandi città europee, la società sta diventando sempre più multi-etnica e multi-religiosa.
Un ritiro organizzato dai giovani per i giovani che si svolge dal 5 al 7 aprile nella Casa Sacro Cuore di Possagno, Treviso, con partenza in pullman alle ore 16 dalla parrocchia di Busa di Vigonza. Si chiama Search ed è indirizzato ai giovani dai 18 ai 28 anni che sono alla ricerca, che vogliono fermarsi a riflettere, che sono curiosi o vivono un momento critico. Già un centinaio i ragazzi padovani che hanno vissuto questa esperienza, giunta alla terza edizione. A guidare il ritiro una quindicina di studenti che frequentano e gestiscono il patronato di San Prosdocimo a Padova dove il vescovo Claudio ha affidato uno spazio al Regnum Christi.