Una ricerca, coordinata dalla Bath University condotta su giovani di 10 diversi paesi, ha rilevato la sfiducia nel futuro di molti under 25 proprio a causa delle problematiche ambientali.
Quando i media descrivono la tragedia degli sbarchi si riaccendono le polemiche sulla pressione esercitata sulle nostre strutture di accoglienza, ma quello che appare è un sistema che riesce a ospitare e in molti casi costruisce percorsi di integrazione positivi.
C’è bisogno di un’educazione all’utilizzo dei media: soprattutto i giovani rischiano di trascurare l’ambiente fisico e corporeo per isolarsi tra i sogni delle serie.
Nel 2020 gli italiani con un diploma di scuola secondaria superiore sono il 62,9%, molto meno del 79% della media dell’Unione europea, mentre i laureati si attestano al 20%, sotto di ben 12,3 punti alla media Ue.
I giovani adulti, una fascia della popolazione cruciale per il presente e per il futuro prossimo della società, si trovano ancora una volta in grande difficoltà.
Una riflessione sui social media e gli effetti per la nostra vita, soprattutto per quanti stanno formando una propria identità dentro un processo di maturazione della persona.
Dietro le contestazioni si nascondono paure e disorientamento, oltre che una carenza di fiducia nelle istituzioni sociali che negli ultimi decenni hanno perso parte del loro credito reputazionale.