Non piove da mesi, in un Paese già flagellato dalla pandemia e in grave crisi economica e sociale. Il Messico sta vivendo, da settimane, la maggiore siccità degli ultimi decenni. Una situazione che coinvolge, secondo la Commissione nazionale dell’acqua (Conagua), l’84% del territorio nazionale e 1.295 municipi, soprattutto nel nord e nel centro del Paese, ma anche lungo le coste del Golfo del Messico, nel Veracruz. Un problema storico, che quest’anno tocca però un livello visto poche volte (vengono citati i precedenti del 1996 e del 2011), a causa dei cambiamenti climatici e dell’inadeguata gestione dell’acqua
“La diffusione del Covid-19 e dei suoi effetti economici, sociali, politici e ambientali sono aggravati dai problemi strutturali di America Latina e Caraibi: principalmente, gli alti livelli di disuguaglianza, la precarietà e informalità lavorativa, la mancanza di protezione sociale, il degrado ambientale, povertà e vulnerabilità”. Inoltre, “la regione è caratterizzata da sistemi sanitari e di protezione sociale deboli e frammentati e da insediamenti urbani emarginati in espansione, privi di accesso ai servizi di base. La regione presenta anche grandi flussi migratori e sfollamenti di popolazione, nonché conflitti di varia natura, e risente in modo sproporzionato delle conseguenze della crisi climatica”. È l’analisi, dura, ma estremamente documentata e aderente ai fatti, proposta dal Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), che ha pubblicato di recente il rapporto “La questione sociale nel contesto del Covid-19 in America Latina”
Fino a due anni fa Zipaquirá, cittadina colombiana di circa 100mila abitanti che sorge a quasi 3mila metri d’altitudine, una cinquantina di chilometri a nord di Bogotá, era famosa per un’attrazione turistica unica al mondo: la “Cattedrale di sale”, una chiesa sotterranea ricavata all’interno di un giacimento di salgemma. Ieri la stessa “Cattedrale” si è eccezionalmente illuminata di rosa, per rendere omaggio a quello che è diventato il suo concittadino più illustre e “ambasciatore” nel mondo: Egan Bernal, a soli 24 anni, ha vinto infatti il Giro d’Italia (secondo colombiano dopo Nairo Quintana), dopo essersi aggiudicato, nel 2019, il Tour de France
“La Chiesa colombiana accoglie con gioia le parole di consolazione del Papa e il fatto che ha voluto pregare per noi. Una volta di più, si conferma la preoccupazione di Papa Francesco per il nostro Paese”.
Si fa presto a parlare di “rivoluzione green”. Il grido d’allarme arriva dal Sudamerica, dove il “colore verde” non è sinonimo di tutela dell’ambiente. Una tonalità intensa, più ancora dello smeraldo, che risalta in modo fortissimo rispetto alle pietre rossicce del deserto e al bianco dei depositi salini. Basta consultare una mappa satellitare sul nostro pc e passare a volo radente sul nord del Cile, sulla confinante Bolivia e poi, più a est, sul nordovest dell’Argentina. Spesso si incontrano delle zone di questo verde intenso: sono i bacini dove viene fatto depositare e viene inizialmente lavorato il litio, metallo essenziale oggi per tutte le batterie, a partire da quelle delle auto elettriche. La corsa ad accaparrarsi quello che rischia di diventare nei prossimi anni il minerale più ambito è già partita da diversi anni. E sta creando più problemi che opportunità alle economie locali
“Non la vedevo da tempo, però certamente la conoscevo. La ricordo come una persona molto dedicata al lavoro, ma anche di grande spiritualità, la definirei una mistica”.
“Sono sconvolto per quello che è accaduto a questa donna così nobile, non posso ancora concepire come sia potuto accadere un assassinio come questo. In questo momento, ricordo la mia visita a Vicenza, dove ero stato a trovare don Francesco Strazzari. Mi unisco nel dolore alla terra vicentina e al vostro Paese”.
Quanti sono i sacerdoti deceduti nell’area dell’America Latina e dei Caraibi? Sicuramente diverse centinaia, non è azzardato ipotizzare una cifra vicina al migliaio. Difficile dare un numero esatto, in assenza di una mappatura complessiva. Il Sir ha preso contatto con le Conferenze episcopali dell’area. In alcuni casi è stata tenuta questa triste contabilità, in altri si avanzano solo delle stime, in altri ancora le mappature esistenti sono considerate non attendibili (ampiamente per difetto) dagli stessi estensori. In ogni caso, si tratta di un esercizio difficile, proprio perché le tragiche notizie si susseguono tutti i giorni
Anche se non si è trattato di numeri inaspettati, i dati, diffusi qualche settimana fa, del Censimento 2020, effettuato in Messico, hanno comunque avuto l’effetto di una doccia fredda per i cattolici di quel Paese. A livello percentuale, infatti, in dieci anni i cattolici hanno perso 5 punti, rispetto al 2010, passando dall’82,7% al 77,7%. A trarne beneficio non solo (e non tanto) i neo-evangelici e pentecostali (passati dal 7,5 all’11,2%), ma anche (e soprattutto) coloro che dichiarano di essere “senza religione” (dal 4,7% all’8,1%). In termini assoluti i cattolici sono 97 milioni e 864.218, con un aumento di circa 14 milioni, dovuto al forte incremento della popolazione. “Ma la tendenza alla diminuzione in termini percentuali della popolazione cattolica – spiega al Sir da Città del Messico padre Mario Ángel Flores Ramos, rettore dell’Università Pontificia del Messico (Upm) – non è una novità, avviene fin dagli anni Settanta, ma in questo caso la tendenza si è rafforzata”