Bruno Desidera

Bruno Desidera

La doppia tenaglia che stringe l’Argentina, tra Coronavirus e default. Mons. Carrara: “La pandemia ci ha messo a nudo”

Non c'è solo l'aumento dei nuovi casi da Covid-19 ad affliggere il Paese sudamericano. È dell’ultimo fine settimana, infatti, la notizia che i maggiori investitori privati hanno attivato assicurazioni per un miliardo e mezzo di dollari, come conseguenza dell’insolvenza dello Stato argentino. Il Governo del peronista Alberto Fernández si è però dato ulteriore tempo fino al 12 giugno e non può far pesare un’eventuale intesa su un Paese in profonda crisi economica e sociale, fermo da oltre due mesi per una dura quarantena. Il vescovo ausiliare di Buenos Aires, mons. Carrara racconta al Sir cosa sta accadendo nei quartieri più poveri, non rinuncia a dire la sua sulle tematiche macro-economiche, chiedendo a tutti il coraggio di voltare pagina

Niente quarantena per le miniere del Sud America. E i minatori continuano a morire

Da settimane le organizzazioni sindacali, ambientali, territoriali e indigene cercano di puntare l’attenzione sul dramma dei lavoratori delle miniere del Sud America, già spesso costretti a lavorare in situazioni proibitive, in un contesto di dannoso impatto ambientale per le popolazioni locali. Nel settore estrattivo si contano centinaia di contagiati e vari morti. Infatti, anche se tutto il continente è da mesi in quarantena, le miniere non si sono mai fermate. Ora la società civile si sta riorganizzando a fa sentire la sua voce, spesso con l’appoggio della Chiesa

Quarantena nel deserto di La Guajira: gli indigeni wayuu muoiono di fame prima che di Covid-19

La Guajira, è la singolare regione, in gran parte desertica, condivisa tra Colombia e Venezuela, abitata, soprattutto, da uno dei popoli indigeni oggi più numerosi in Sudamerica, l’etnia wayuu. La Guajira è una lingua di territorio, separata dal resto del continente da alti monti, che regala paesaggi indimenticabili, ma diventa un luogo di morte, se abbandonato dalle autorità e anzi depredato della cosa più preziosa che c’è in una zona arida, l’acqua, dirottata verso gli stabilimenti minerari esistenti. In una situazione di questo tipo, la quarantena decisa, con modalità diverse, dalle autorità colombiane e venezuelane, incide in modo pesantissimo: la denutrizione e la mancanza d’acqua si aggravano, il lavoro informale artigianale (i wayuu sono famosi per le “mochilas”, i coloratissimi zainetti) diventa impossibile mentre la regione è nelle ultime settimane attraversata da migliaia di migranti venezuelani di ritorno da Perù, Ecuador e Colombia

Viaggio nella tripla frontera dell’Amazzonia, dove il Coronavirus infierisce sulle popolazioni indigene

L’emergenza da Covid-19 diventa una vera tragedia non solo nelle città più colpite dell'America del Sud, come Manaus e Belém in Brasile, o Iquitos in Perù, ma anche nel cuore della foresta. È il caso, per esempio, della cosiddetta triple frontera, il luogo dove si incontrano, lungo il corso del Rio delle Amazzoni, tre Paesi: il Brasile, il Perù e la Colombia. Luogo di commerci e scambi, spesso sporchi, in cui le frontiere sono solo teoriche, come accade tra Leticia, estremo lembo di Colombia divenuta negli ultimi anni meta turistica, e la brasiliana Tabatinga capoluogo dell’Alto Solimões. Proprio nella triple frontera il Sir si è diretto virtualmente, per raccontare come si vive la pandemia in queste località amazzoniche, dove il virus è arrivato attraverso il grande fiume o per via aerea, da Manaus e Iquitos

Coronavirus in Perù. Mons. Castillo Mattasoglio (Lima): “Questa pandemia è una sfida all’individualismo, alla pastorale e alla politica”

Il coronavirus in Perù impatta in un Paese caratterizzato, come del resto tutto il continente, da vaste sacche di povertà e diseguaglianza. Ma anche da un livello di individualismo, sfiducia, sfilacciamento istituzionale, corruzione, particolarmente elevato. Proprio per questo, nell’intervista realizzata con il Sir, mons. Carlos Castillo Mattasoglio, arcivescovo di Lima, insiste sulla necessità di un forte cambiamento morale e culturale, che deve vedere come protagonista una Chiesa ricentrata sulla dimensione comunitaria, più che presa dall’idea “di salvarsi l’anima individualmente”.

Coronavirus in Brasile. A Manaus 140 sepolture al giorno. L’arcivescovo Steiner: “La telefonata del Papa, un conforto per la gente”

La metropoli dello Stato di Amazonas è tra le più colpite dalla pandemia e le cifre ufficiali (5.700 contagi e circa 500 morti nello Stato amazzonico per Covid-19 al 1° maggio) sottostimano la realtà che cozza con il ritmo incessante delle inumazioni. Una descrizione della drammaticità della situazione la fornisce al Sir l’arcivescovo, dom Leonardo Steiner, francescano minore, da pochi mesi alla guida dell’arcidiocesi, dopo essere stato per otto anni segretario generale della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile. La telefonata di Francesco, arrivata proprio in questi giorni, “è stata - spiega l’arcivescovo - uno straordinario gesto paterno per tutti noi. Tutti ora sanno che il Papa è con noi, che si prende cura dei drammi umani ed è vicino ai poveri”

Il drammatico controesodo dei migranti venezuelani, tra stigmatizzazione e quarantena in “campi di concentramento”

La pandemia sposta nuovamente i flussi migratori in America Latina. Numerosi venezuelani, che in tempo di quarantena si sono trovati senza alcuna protezione nei Paesi dove si erano rifugiati, attraversano ora a ritroso la frontiera tra Colombia e Venezuela, dopo aver spesso camminato per centinaia di chilometri. L'obiettivo? Tornare a casa, perché all'estero hanno conosciuto xenofobia e stigmatizzazione. La stessa che li accoglie al rientro, additati come untori

Contro la pandemia, a San Paolo del Brasile la vera “task force” è quella dei preti di strada

Il ruolo fondamentale del "preti di strada" a San Paolo del Brasile dove la gente si ammassa ancora sui mezzi pubblici. Sono proprio i sacerdoti a svolgere un ruolo fondamentale per accogliere, informare, sensibilizzare, aiutare i poveri, le categorie meno protette, gli abitanti delle favelas della più grande megalopoli del Sudamerica, fin dall’arrivo del coronavirus nel continente diventata la “capitale” latinoamericana del Covid-19. Chi opera con i poveri ha una sola preoccupazione: che il contagio non arrivi nelle strutture di accoglienza