"Stiamo assistendo a un massacro": dalla Camera dei deputati, dove oggi è stato presentato il Rapporto della ong Upp, “Civili sotto attacco. Violazioni del diritto umanitario internazionale durante operazioni militari turche e di altri gruppi armati nella Siria del Nord Est”, giungono le parole di Yilmatz Orkan, rappresentante dell’ufficio informazione del Kurdistan in Italia. "Fermiamo i bombardamenti in questa zona dove vivono quasi 5 milioni di persone. Pronti a dare il nostro contributo all'interno del Comitato costituzionale in Siria se verremo invitati"
Il 9 ottobre prendeva inizio l’offensiva turca in territorio siriano denominata “Fonte di pace”. Movimenti di truppe e di mezzi al confine, attacchi aerei e di terra, morti e feriti, molti civili, centinaia di migliaia di sfollati in fuga sono il quadro che accompagna questo nuovo fronte di guerra che non poche reazioni sta provocando a livello internazionale. Dopo una settimana che cosa è cambiato negli equilibri delle potenze internazionali e regionali coinvolte? Il Fronte di Astana (Turchia, Russia e Iran), messo alla prova dal disimpegno Usa, potrà ancora essere efficace per garantire l’integrità territoriale della Siria? Ne abbiamo parlato con Matteo Bressan, analista e docente, direttore dell’Osservatorio per la stabilità e sicurezza del Mediterraneo allargato (OssMed) della Lumsa
Da Qamishli, la città siriana al confine con la Turchia, teatro degli scontri tra forze curde e esercito turco, parla il parroco armeno-cattolico, padre Antonio Ayvazian. In corso un esodo di almeno 130mila profughi dai villaggi al confine con la Turchia. Nativo di Qamishli è anche il rettore del Pontificio Collegio armeno di Roma, padre Nareg Naamo, che lancia un monito, "la popolazione vuole tornare a vivere senza paura di attacchi e attentati" e ringrazia Papa Francesco per le parole rivolte ieri alla "martoriata e amata Siria"
Prosegue l'offensiva turca nel nord-est della Siria da dove arrivano le drammatiche testimonianze degli operatori dell'ong italiana "Un ponte per". Notizie di attacchi arrivano anche da altre zone come Ain Issa, Derbesiye, Gire Spi, Sere Kaniye, Kadurbah (Qamishlo). Oltre 65mila gli sfollati in fuga. Numero destinato a crescere con l'intensificarsi della operazione "Fonte di pace", come l'ha ribattezzata il presidente turco Erdogan
Da Baghdad il card. Sako osserva quanto sta avvenendo in Siria e chiede: "dove è finita la coscienza internazionale?". E guardando all'Iraq scosso dalle proteste di piazza aggiunge: "Ci chiediamo dove vanno i nostri Paesi con questo peso di morte, di violenza, carichi come sono di vittime, di feriti, di famiglie distrutte, senza più case, scuole e infrastrutture”. La visita di Papa Francesco in Iraq "sarebbe un grandioso gesto di pace anche per la vicina Siria”
Nel pomeriggio di oggi è scattata l'operazione della Turchia contro le forze curde nel nord-est della Siria e contro i terroristi di Daesh. Erdogan l'ha chiamata "Primavera di pace" ma per l'arcivescovo greco-melkita di Aleppo, mons. Jeanbart "é un’altra fonte di guerra di cui avremmo fatto volentieri a meno. Ora si rischia un massacro. I curdi combatteranno fino allo stremo"
Nel centro sportivo giovanile “Al-Yarmouk”, storico club di Aleppo, si gioca a basket per dimenticare il trauma della guerra. La testimonianza di un gruppo di giovani giocatori con un sogno nel cassetto: "Vogliamo restare in Siria, continuare a vivere nella nostra città. Aleppo tornerà più bella di prima”
Dal 23 al 26 settembre mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, ha partecipato al viaggio di solidarietà in Siria (23-26 settembre) promosso dalla fondazione pontificia Acs Italia (Aiuto alla Chiesa che soffre), guidato dal direttore Alessandro Monteduro. Damasco, Maloula, Homs e Aleppo le tappe percorse. Il racconto del viaggio di mons. Delpini
Rientrato solo poche ore fa da Aleppo in Siria, dopo un viaggio di cinque giorni, il card. Angelo Bagnasco racconta al Sir le sue prime impressioni: “Ho visto tanta distruzione ma anche tanta fede”