Da Karachi a Lahore, viaggio nei quartieri cristiani e nelle chiese attaccate dai terroristi islamici. Una lunga storia di violenze, abusi e vessazioni. Le storie di Akash Bashir, il giovane volontario della sicurezza che si è sacrificato per bloccare un kamikaze, e quella del piccolo Abish, solo 12 anni, morto in un attentato, mentre si recava in chiesa per accendere una candela alla Madonna. I cristiani pakistani resistono e dicono: "Noi non ci nascondiamo. Siamo orgogliosi di essere cristiani". E mostrano la Croce posta sulle porte delle loro case. L'impegno della Chiesa nel campo dell'istruzione
A un mese dalla Gmg di Panama, l'arcivescovo della città, mons. José Domingo Ulloa Mendieta, racconta al Sir l'atmosfera che ancora si respira nel Paese: "È stato il sogno dei più piccoli e degli emarginati". E già spuntano i primi frutti della Giornata: la nascita delle parrocchie ecologiche e di una Commissione ispano-americana per approfondire la dottrina sociale della Chiesa
“Non mattoni ma libri”: è il motto di padre Edward Thurai Singham, missionario dello Sri Lanka, da 34 anni in Pakistan dove cerca di strappare al lavoro nelle fornaci bambini poveri cristiani e musulmani. Per questo ha fondato una scuola nell'estrema periferia nord di Lahore dove insegna loro a leggere e a scrivere. Il Sir, insieme ad una delegazione di Aiuto alla Chiesa che Soffre - Italia, è andato con lui nelle fornaci. Questo il racconto
Attualmente sono 187 i casi di cristiani accusati di aver profanato il Corano o diffamato Maometto. Il dato viene fornito al Sir dalla Commissione nazionale giustizia e pace (Ncjp) della Conferenza episcopale pakistana. La legge sulla blasfemia, ricorda la Commissione, “limita fortemente la libertà di religione e di espressione. Nella quotidianità, infatti, viene spesso usata come strumento per perseguitare le minoranze religiose”. Il caso di Sawan Masih, condannato a morte
Dopo aver difeso con successo dall'accusa di blasfemia Asia Bibi, oggi l'avvocato Saif ul-Malook vive sotto scorta, costretto a chiudere il suo studio legale. "Vivo in una condizione di solitudine - racconta - ma non mi pento. "Se oggi mi chiedessero di difendere un cristiano dall’accusa di blasfemia non avrei problemi a farlo". Il sogno di incontrare Papa Francesco.
Ottocento anni dopo l’incontro tra san Francesco e il sultano Malik al Kamil, avvenuto a Damietta, in Egitto, nel 1219, Papa Francesco, sarà dal 3 al 5 febbraio negli Emirati Arabi Uniti, primo pontefice della storia a mettere piede nella Penisola arabica, culla dell’Islam. Il Custode di Terra Santa, padre Patton: "San Francesco ha dimostrato in piena Quinta Crociata che era possibile il dialogo, l’incontro e l’amicizia tra un cristiano e un musulmano"
Mancano oramai solo due giorni al viaggio di Papa Francesco negli Emirati Arabi Uniti (3-5 febbraio), il primo in assoluto di un Pontefice nella penisola arabica, e a raccontare al Sir queste ore di attesa è mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell'Arabia meridionale, che include Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen
La Gmg del 2022 si terrà a Lisbona, in Portogallo. L'annuncio è stato dato oggi a Panama, al termine della messa. La Gmg torna dunque in Europa. Il Sir ha raccolto la reazione di mons. Josè Ornelas Carvalho, vescovo di Setúbal, una delle diocesi che saranno direttamente coinvolte nell'organizzazione insieme a quella di Leiria-Fatima
Alla Gmg di Panama sventolano anche le bandiere dei giovani della Terra Santa, del Patriarcato latino di Gerusalemme. Sono giunti in 41 con un sogno nel cuore: "Chiedere ai giovani del mondo di pregare per la pace in Terra Santa e di venire in pellegrinaggio per trasformarla in una grande Gmg"