Daniele Rocchi

Daniele Rocchi

Iran e crisi del Golfo Persico. Bressan (Lumsa): “Escalation finale prima di un negoziato per un nuovo accordo sul nucleare”

Crisi del Golfo Persico: "Ciò che sta accadendo ad Hormuz è l’escalation abbastanza prevedibile dell’uscita americana, l’8 maggio 2018, dall’accordo sul nucleare iraniano” afferma Matteo Bressan, docente di relazioni internazionali alla Lumsa. La strategia della "massima pressione" sull'Iran da parte degli Usa punta a un nuovo trattato che non sarà facile accettare per il Paese islamico

Baghdad: i volontari che seminano cittadinanza e resilienza per far germogliare l’Iraq

Gettano "semi di cittadinanza e di coesistenza pacifica", aiutano i più poveri, favoriscono l’eguaglianza dei diritti, fanno crescere la responsabilità dei cittadini nella società civile. Sono i volontari del “Volunteers and Peace Building Programme” voluto da Caritas Iraq, e sostenuto da Caritas Italiana e Missio Germania, per aiutare l'Iraq a risollevarsi dopo la guerra lunga del 2003 e l'invasione dell'Isis

Afghanistan. Bertolotti (Cemiss): “Destino del Paese nelle mani di Usa e Talebani”. Si lavora per un cessate il fuoco

“Afghanistan contemporaneo. Dentro la guerra più lunga”: è il titolo del libro di Claudio Bertolotti, capo ricercatori del Centro Militare di Studi Strategici (Cemiss) presentato oggi a Roma alla presenza, tra gli altri, del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. Il Sir ha incontrato l’autore per fare il punto sugli ultimi sviluppi nel Paese segnato da una guerra che va avanti da oltre 40 anni. Di questi gli ultimi 18 hanno visto l’impegno della comunità internazionale

Iraq: tra gli sfollati di Fallujah. Gli incubi di Hamad e le macchie nere sul foglio di Amal

Amal è una donna irachena sfollata a causa dello Stato Islamico. Non possiede più nulla. Solo un figlio malato che necessita di un'operazione che costa 10 mila dollari, che non può permettersi. Allora lo veglia giorno e notte per paura che muoia. Hamad ha solo 15 anni, anche lui sfollato in fuga da Daesh. Ha visto alcuni suoi amici sgozzati dai miliziani di al Baghdadi. Entrambi vivono nel campo di sfollati (Idp) di Al-Shohadan, a Amaryat Al Fallujah. Il racconto di una giornata nel centro dove Caritas Iraq ha attivato diversi progetti di aiuto

Iraq. Card. Sako: “Il Papa in Iraq come nuovo Ezechiele”

Da Baghdad il card. Louis Raphael Sako, patriarca di Babilonia dei caldei parla al Sir del viaggio di Papa Francesco in Iraq "probabilmente nella primavera del 2020", ed esprime l'auspicio che il Papa e il capo sciita Al Sistani possano firmare "a Najaf" il documento sulla fratellanza umana già siglato ad Abu Dhabi dal leader sunnita Al Tayyeb. La visita potrebbe essere arricchita anche da una preghiera interreligiosa ad Ur dei caldei e dall'incontro con gli sfollati della Piana di Ninive a Erbil. Il Papa verrà come "un nuovo Ezechiele per aprirci la porta verso un futuro di pace"

Voto in Grecia: vince il Centro-Destra. Mons. Voutsinos (Caritas): “Siamo un Paese povero. Non rendere vani i sacrifici dei greci”

La Grecia volta pagina e vira a destra. Dalle urne esce vincitore Kyriakos Mitsotakis, leader di Nuova Democrazia (partito conservatore). Tsipras sconfitto. Il commento di mons. Antonios Voutsinos, presidente di Caritas Grecia: "la Grecia è un Paese povero e le politiche non possono essere influenzate dalle classi più ricche". La crisi non è finita, il tempo delle promesse pure...

Iraq. Nissan (Caritas): “La mano tesa della Chiesa al nostro Paese”

Un Paese in lento miglioramento ma ancora gravato da problemi come "la povertà, gli sfollati interni, l’instabilità politica, la presenza delle milizie paramilitari, il settarismo, la diffusa corruzione e la burocrazia che rallenta ogni cosa". È l'Iraq di oggi nelle parole del direttore di Caritas Iraq, Nabil Nissan. Ancora da sconfiggere è la mentalità fondamentalista lasciata dall'Isis. La speranza nella visita di Papa Francesco, atteso nel 2020

Siria. Mons. Jeanbart: “Abbiamo scelto la lotta e non la fuga. Ricostruiamo per restare ad Aleppo”

Aleppo, città martire della guerra in Siria, oggi è, in vaste zone, ridotta a un cumulo di macerie. Ma c'è chi esorta a non perdere la speranza e si impegna a dare aiuto concreto a coloro che vogliono ricominciare a vivere. La testimonianza dell'arcivescovo greco-cattolico, mons. Jean-Clement Jeanbart: "la sfida è la ricostruzione della persona, corpo, mente e spirito e del suo senso di appartenenza alla comunità”.