Si è conclusa ieri (dal 24 giugno), a Gerusalemme, la visita di “solidarietà e scambio” di Caritas Italiana e del Servizio Cei per gli Interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli.
"Gaza underground: la guerra sotterranea e urbana tra Israele e Hamas" è il titolo del libro di Claudio Bertolotti, direttore di Start InSight e analista dell'Ispi. Il volume analizza alcuni tratti distintivi di questo conflitto, come l'uso dei tunnel, dell'Intelligenza artificiale, delle tattiche e strategie militari. Il Sir ha intervistato l'analista e fatto il punto sulla guerra a quasi 9 mesi dallo scoppio.
Sentenza storica, in Israele, della Corte suprema che ha ordinato al governo e alle forze armate (Tsahal) di arruolare gli haredim, gli studenti delle scuole religiose, finora esentati dal servizio militare. Una decisione che rischia di avere serie ripercussioni sul conflitto in corso a Gaza e sul governo Netanyahu. Quest'ultimo vanta, tra i suoi alleati, i partiti religiosi Shas e Torah Unita, che occupano 18 seggi su 64 in Parlamento, fortemente decisi a mantenere l’esenzione.
Da Ain Arik, villaggio della Cisgiordania, arrivano le voci della piccola comunità cristiana. La guerra a Gaza fa sentire i suoi effetti negativi anche in questa zona posta sotto occupazione israeliana. La speranza per una pace giusta, l'esodo dei cristiani, la mancanza di lavoro e di futuro sono stati alcuni dei temi al centro di un incontro con il card. Zuppi, avvenuto nei giorni scorsi, proprio nella parrocchia latina del villaggio, nell'ambito di un pellegrinaggio dell'arcidiocesi di Bologna guidato dallo stesso porporato
“Due Popoli Due Stati è la soluzione che la comunità internazionale non può abbandonare. Il vero problema è la determinazione di quest’ultima nel perseguirla e sul come raggiungerla. La pace non la fanno solo gli attori belligeranti ma anche la comunità internazionale che deve impegnarsi nella ricerca di vie di negoziato”.
La visita del card. Matteo Zuppi al Charitas baby hospital (Cbh) di Betlemme, l'unico ospedale pediatrico della Cisgiordania. Un appuntamento programmato nell’ambito del pellegrinaggio diocesano di “pace e solidarietà” in corso tra Gerusalemme e Betlemme e guidato proprio dal porporato: "La sofferenza dei bambini è inaccettabile. E qui bisogna provare a far ragionare i grandi”.
Conoscersi non per combattersi ma per convivere. È la “missione” che, da oltre 30 anni, Ysca Harani, docente di storia delle religioni e del Cristianesimo, ha raccontato ieri, a Gerusalemme, al gruppo di 160 pellegrini guidato dal card. Matteo Zuppi: "Vogliamo restare attaccati al sogno che questa guerra finisca. Il timore per il nostro futuro non può giustificare atti di violenza”.
“Un gesto coraggioso, in un periodo in cui tutti hanno paura a venire. Un pellegrinaggio di solidarietà rivolto non solo ai cristiani locali ma a tutte le popolazioni di Terra Santa, di Israele e Palestina. Spero che questo gesto venga ripetuto anche da altre diocesi perché abbiamo bisogno della presenza dei pellegrini che porta serenità e vita in tante famiglie rimaste senza lavoro”.
“La pace viene affrontando il male, non evitandolo, non restandosene in pace, ma vivendo il dolore dell’altro come il proprio”: a ricordarlo, questa mattina, celebrando la messa al Santo Sepolcro di Gerusalemme, è stato il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei.