"Le condizioni igienico sanitarie sono sempre più pesanti. Impossibile muoversi e far arrivare aiuti”: è il grido di aiuto dei cristiani della parrocchia cattolica di Gaza, dedicata alla Sacra Famiglia. Sabato sono stati celebrati i funerali delle due donne uccise da un cecchino israeliano. L'appello di suor Nabila: "A Natale chiediamo di pregare per gli innocenti di Gaza e per la pace"
“È ora di porre fine a questo conflitto insensato”: sono le parole con cui il Patriarcato latino di Gerusalemme accompagna alcune foto che mostrano l’attacco israeliano alla parrocchia cattolica di Gaza lo scorso 16 dicembre che ha provocato due morti, una madre, Nahida Khalil Anton e sua figlia Samare, e diversi feriti oltre a numerosi danni.
I bambini della parrocchia latina della Sacra Famiglia di Gaza, l’unica cattolica della Striscia, cantano “Happy Birthday” a Papa Francesco nel giorno del suo 87° compleanno.
“Questo modo di agire non è in alcun modo giustificabile. Se si perde in questo modo il valore della vita altrui vuol dire che si è già perso anche il senso della propria dignità. Non resta che pregare perché si realizzi la profezia della trasformazione dei cuori di pietra in cuori di carne”.
Manca poco più di una settimana al Natale e il parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli, racconta al Sir l’attesa dei suoi parrocchiani che dal 7 ottobre, giorno dell’attacco terroristico di Hamas a Israele, hanno trovato rifugio in parrocchia. In mezzo alle bombe e a tante difficoltà non smettono di pregare per la pace e la giustizia
Notte di paura, l’ennesima, per i cristiani di Gaza. La zona intorno alla parrocchia latina della Sacra Famiglia, situata nel quartiere Zeitoun di Gaza City, è stata bombardata pesantemente fino all’alba di oggi dall’esercito di Israele.
“Il pane negato è il simbolo della crisi dell’umanità”: così il vicario della Custodia di Terra Santa, padre Ibrahim Faltas, commenta al Sir le notizie che arrivano dalla Striscia di Gaza, dove, spiega il francescano, “in questi due mesi e più di guerra hanno bombardato anche i luoghi dove nasce il cibo più umile e più utile a dare sostentamento alla vita”.
Una preghiera e un’invocazione per chiedere il dono della pace e della giustizia per questo Natale che si avvicina. “Sono giorni molto difficili”, dichiara al Sir suor Nabila Saleh, religiosa delle Suore del Rosario di Gerusalemme, che, dall’inizio della guerra a Gaza, si trova sfollata con altre 600 persone nella parrocchia latina della Sacra Famiglia, l’unica cattolica della Striscia di Gaza. Al Sir la suora conferma i crescenti bisogni degli sfollati causati, spiega, dal “progressivo esaurimento delle scorte di farina, acqua, cibo e carburante. Quest’ultimo necessario per i generatori che producono energia elettrica utile a ricaricare i cellulari e a mantenere un minimo di comunicazione”.
“Serbatoi d’acqua posti sul tetto distrutti, stessa sorte per i pannelli solari, carburante esaurito, dunque scarse possibilità di produrre energia elettrica e di garantire un minimo di comunicazione stabile. Danni agli edifici e alle macchine parcheggiate all’interno provocati da schegge di bombardamenti caduti nella zona”.