Nella campagna giordana, a poco più di 10 km dalla capitale Amman, si trova il Centro Nostra Signora della Pace (Olopc). Un’oasi dove vengono accolte e curate gratuitamente persone con diverse disabilità, rifugiati e poveri che non possono permettersi delle cure e una minima assistenza
Dopo il sisma del 6 febbraio i frati cappuccini di Antakya e di Mersin hanno aperto ai terremotati fornendo loro letti e cibo. La testimonianza di padre Bertogli, per 35 anni parroco di Antakya: "In queste ore ognuno cerca di dare una mano agli altri, senza badare a etnia e religione. Siamo, infatti, tutti uomini e donne che soffrono la stessa sorte".
Oggi a Latakia, città costiera siriana, è atteso il nunzio apostolico in Siria, card. Mario Zenari che porterà conforto ai circa 200 terremotati ospitati nel locale convento francescano del Sacro Cuore di Gesù. La "carezza" del Papa arriverà così in un'altra città duramente colpita dal sisma del 6 febbraio. Da Latakia arriva la testimonianza di Giacomo Pizzi, collaboratore di Pro Terra Sancta, associazione che opera in Medio Oriente, dove sono presenti i frati della Custodia di Terra Santa, al fianco delle comunità locali.
“Le sanzioni sono disumane e immorali. Trovo scandaloso che in un momento del genere, così tragico, non si sia capaci di rimuovere o sospendere le sanzioni. In Siria la gente sta morendo. Gli aiuti che arrivano provengono dai paesi arabi come Egitto, Iran, Algeria… L’Occidente sta di nuovo perdendo il treno”.
Siria La popolazione, già stremata dalla guerra scoppiata dodici anni fa, sta dando prova di grande solidarietà, ma presto potrebbe aver bisogno di un forte sostegno da parte della comunità internazionale
Sono salite a 4.365 le vittime del terremoto di ieri mattina in Turchia e Siria. Stanotte altre due scosse, alle 3.47 e 3.53. Moltissima gente ha scelto di dormire all'aperto, sfidando il freddo. Ad Aleppo le chiese hanno aperto le porte per ospitare i terremotati, molti hanno dormito a terra e sulle sedie. La parrocchia latina ha servito solo ieri 2.000 pasti. Avverte Avsi: "Sale il rischio di una nuova epidemia di colera"
Un terremoto, di magnitudo 7,8 sulla scala Richter, ha colpito questa mattina alle 4.17 ora locale (le 2.17 in Italia) la Turchia meridionale e il centro e nord-ovest della Siria. Si registrano enormi danni ovunque nelle zone colpite il bilancio provvisorio parla di centinaia di morti e feriti nei due Paesi. Le prime testimonianze dalla Siria
“La cattedrale di Iskenderun è andata del tutto distrutta, crollata. L’episcopio è totalmente inagibile ma grazie a Dio non ci sono morti. Purtroppo si registrano centinaia di vittime a Gaziantep, Kahramanmaras e nella zona di Antiochia”.
“Non si registra nessun danno all’edificio della Nunziatura. Domani mi recherò ad Aleppo per verificare la situazione”: così al Sir il nunzio apostolico in Siria, card. Mario Zenari, dopo il terremoto di questa mattina in Turchia e Siria.