Il premier Draghi torna al Meeting, dopo due anni, ed elenca tutte le misure adottate nei suoi 18 mesi di Governo. La direzione è tracciata: "Abbiamo dimostrato che l'Italia è un grande Paese. Sono convinto che il prossimo governo, di qualunque colore sarà, riuscirà a superare le difficoltà che sembrano insormontabili"
“Per vedere, bisogna venire di persona”. È il monito di mons. Domenico Pompili, lanciato questa mattina da Amatrice, durante la messa (diretta su RaiUno) celebrata nel sesto anniversario del sisma del 24 agosto 2016.
Aleksandr Archangel’skij, scrittore, conduttore tv e giornalista russo, è intervenuto al Meeting di Rimini dove ha parlato della “forza della libertà e della riconquista della pace”. Il Sir lo ha intervistato toccando vari temi, dalla guerra in Ucraina alla libertà di stampa, passando per le possibili visite di Papa Francesco a Kiev e Mosca e la temuta ingerenza russa nelle elezioni in Italia del 25 settembre
La politica sbarca al Meeting di Rimini che oggi ha accolto i leader di partito impegnati nella campagna elettorale per il voto del 25 settembre. Al tradizionale incontro proposto dal Meeting, in collaborazione con l’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà, hanno partecipato Luigi Di Maio, Capo politico di Impegno Civico; Enrico Letta, Segretario nazionale del Partito Democratico; Maurizio Lupi, Capo politico Noi Moderati, Presidente Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà; Giorgia Meloni, Presidente nazionale di Fratelli d’Italia; Ettore Rosato, Presidente nazionale di Italia Viva; Matteo Salvini, Segretario federale della Lega; Antonio Tajani, Vicepresidente di Forza Italia.
Il 15 ottobre 1922 nasceva Luigi Giussani, sacerdote, educatore e fondatore del movimento di Comunione e Liberazione. A 100 anni della sua nascita il Meeting di Rimini – dove il “Gius” ha parlato nel 1983 e 1985 – lo ricorda con una serie di eventi, tra i quali una mostra virtuale, nei quali emergono le sue intuizioni e riflessioni in ambito teologico, filosofico e pedagogico.
“Non dobbiamo abituarci in tanti modi all’orrore della guerra, della disumanità, a guardare gli altri come se non ci interessassero. Non possiamo accettare che la guerra possa rappresentare una soluzione. Il male ci divide dagli altri”.
“L’Unione europea rappresenta circa il 20% del prodotto interno lordo mondiale. I Paesi europei sono ai primi posti per la ricchezza prodotta e rappresentano oltre la metà della spesa globale per il welfare”: lo ha detto Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la sussidiarietà, intervenendo oggi al Meeting di Rimini a margine di un incontro sul futuro dell’Europa.
“Il mondo dopo il 24 febbraio è più pericoloso. Putin ha scatenato una guerra illegale contro l’Ucraina indipendente e sovrana. Abbiamo bisogno gli uni degli altri: è il modo migliore per superare le sfide che ci attendono. Il nostro futuro è solo insieme”.
“Non si può eludere l’esperienza del perdono per poter vivere. L’odio, la rabbia cattiva non sono parte della nostra esperienza umana, vi entrano perché noi lasciamo entrare la spada di satana, della menzogna. Occorre perciò domandare la pace, e volerla accogliere nei nostri rapporti. La pace è un dono, e come tale va innanzitutto accolta e riconosciuta. Per il mondo la pace è l’instaurarsi di un certo potere, e di solito è sempre rimandata a un futuro e occorre che qualcuno faccia certi sacrifici, mentre altri no; è quindi sempre una menzogna la pace del mondo”.