Si sono svolti questa mattina a Gerusalemme Est, in un clima di forti tensioni, i funerali della reporter palestinese Shereen Abu Aqleh. Nessuna chiarezza intorno alla sua morte avvenuta nel corso di scontri fra miliziani palestinesi ed esercito israeliano nel campo profughi di Jenin in Cisgiordania
Si è conclusa lo scorso 7 maggio (dal 3) la visita di Alessandro Monteduro, direttore di Aiuto alla Chiesa che soffre -Italia (Acs), in Ucraina. Scopo del viaggio è portare la vicinanza della Fondazione pontificia alla popolazione del Paese, invaso il 24 febbraio scorso, dall’esercito russo. Il Sir ha chiesto a Monteduro di tracciare un bilancio della visita in Ucraina.
Da Kiev a Borodyanka, passando per ale città martiri del conflitto in Ucraina. Mentre si combatte furiosamente nel Donbass, a Kiev e nei centri vicini, oggetto di attacchi nelle prime settimane dopo l'invasione russa, si cerca di ritrovare un po' di "normalità"
Una delegazione di Acs in visita di solidarietà a Leopoli ha incontrato ieri alcuni profughi accolti nel monastero benedettino di san Giuseppe, dove le monache suonano le campane per dare l'allarme aereo, e nella parrocchia di san Giovanni Paolo II. Testimonianze di guerra con l'orrore di Bucha, raccontato da una testimone di quei giorni, Olga Stroieva.
“Non abbiamo scelto di fare la guerra, ma siamo stati costretti. Difendere il proprio Paese è una responsabilità civile e tutti sono tenuti a farlo e non necessariamente con le armi”: parola di mons. Vitalii Kryvytskyi, arcivescovo latino della diocesi di Kiev-Zhytomyr (200mila cattolici suddivisi in 160 parrocchie), all’interno della quale insistono città e villaggi come Bucha, Polissyia, Irpin, Vorzel, “martiri” della guerra scoppiata dopo l’invasione russa dell’Ucraina, il 24 febbraio scorso.
Rinasce il seminario di Vorzel, dell'arcidiocesi di Kyiv-Zhytomyr, semi distrutto e saccheggiato dall’esercito russo subito dopo l’invasione dell’Ucraina iniziata il 24 febbraio. La Fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) si farà carico di tutte le spese di ricostruzione, restauro e dell’acquisto di utensili e mobilio trafugati. La decisione oggi dopo la visita del direttore di Acs, Monteduro, al seminario e l'incontro con il rettore, padre Mykhalkiv. Per l'occasione il Sir è entrato nel seminario per documentare, per la prima volta dal saccheggio, i danni arrecati
Nelle pieghe del conflitto scoppiato il 24 febbraio con l'invasione russa, l'arcivescovo di Leopoli, mons. Mokrzycki, intravede il rischio di divisione tra gli ortodossi ucraini, quelli fedeli a Mosca e quelli fedeli a Kiev. L'impegno dei cattolici locali per tenere insieme il popolo e per aiutare i profughi, oltre 500mila in tutta la regione
Non solo Bucha, nella zona di Kiev, ma ce ne sarebbero almeno altre 50 al confine della Bielorussia, nella area di Polyssia, occupata dai russi per 47 giorni, dopo l’invasione dell’Ucraina del 24 febbraio scorso.
Arrivata ieri a Leopoli, in Ucraina, la delegazione di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), guidata dal direttore Alessandro Monteduro. Una visita di solidarietà per verificare direttamente i bisogni delle diocesi, eparchie e esarcati ucraini. Subito dopo l'aggressione russa la Fondazione pontificia aveva stanziato 1,3 milioni di euro. Ora sta partendo una seconda fase di aiuto per un valore di circa 700 mila euro. Altri progetti sono in va di definizione