Daniele Rocchi

Daniele Rocchi

11 settembre 2001. Andreoli (psichiatra): “È nata la società della paura. Ma la paura non si vince facendo paura”

“L’11 settembre del 2001 è nata la società della paura”. Così lo psichiatra Vittorino Andreoli rievoca al Sir l’attentato alle Torri Gemelle che lascia in eredità “una raffigurazione dell’orrore e dell’inimmaginabile”. La convinzione: “Non si può pensare di vincere la paura facendo paura”. La risposta: “Capire che l’uomo è un essere fragile e che ha bisogno dell’altro”

Libano. P. Abboud (Caritas): “Ormai si va avanti alla giornata”

Si aggrava sempre più la posizione del Libano, paese preda della sua peggiore crisi economica e politica degli ultimi 30 anni che lo ha costretto a dichiarare default a marzo 2020. Una lunghissima crisi politica impedisce dal 2019 la formazione di un Governo stabile capace di approvare quelle riforme auspicate dalla Comunità internazionale per dare il via al piano di aiuti e di risanamento. A fare le spese di questa situazione è la popolazione locale e rifugiati alle prese con la svalutazione della lira libanese, l’aumento dei prezzi dei beni al consumo, la disoccupazione e la corruzione della classe politica. E come se non bastasse da diverse settimane deve fare fronte anche alla penuria di energia elettrica e di combustibile. Ne abbiamo parlato con padre Michel Abboud, presidente di Caritas Libano

Afghanistan: Bertolotti (Start Insight), “talebani ora i primi alleati dell’Occidente nella lotta all’Isis. Fattore molto pericoloso”

Con il doppio attentato ieri all’aeroporto di Kabul, l’Isis Khorasan (Is-K), fazione afghana dello Stato Islamico, ha inteso dimostrare “l’incapacità dei talebani di garantire la sicurezza e la pace del territorio e lanciare un monito a tutti i civili: chi lascia un Paese islamico per rifugiarsi in uno di infedeli verrà punito duramente, insieme con quegli infedeli che adesso se ne stanno andando da sconfitti. Con gli attentati i talebani diventano i primi alleati dell’Occidente nella lotta all’Isis. E questo è molto pericoloso”.

Afghanistan: padre Scalese (Kabul) al Sir, “non ci siamo mai sentiti soli. Non abbandoniamo questo Paese e il suo popolo sofferente”

"Solo il primo giorno, tra il 15 e il 16 agosto, quando non si sapeva che cosa potesse succedere, ho provato un po’ di preoccupazione. Ma già dal giorno dopo, stando dentro l’ambasciata, ero tranquillo. Fuori i cancelli della nostra rappresentanza diplomatica c’erano i talebani che se avessero voluto farci del male avrebbero potuto.