Le comunità cristiane della Siria in guerra si preparano a vivere il Natale. Le testimonianze del nunzio apostolico, card. Mario Zenari, e dei parroci delle zone dove si combatte ancora, padre Antonio Ayvazian, parroco armeno di Qamishli, nel nord Est siriano (al confine turco) e di padre Hanna Jallouf, francescano della Custodia di Terra Santa e parroco latino del villaggio cristiano di Knaye (Idlib)
"Un rinnovato impegno della Chiesa a favore delle popolazioni di Siria, Iraq e anche di tutta l’area; una sempre maggiore vicinanza e prossimità ai cristiani locali perché restino nei loro Paesi e non si sentano lasciati soli”. Ma anche l’urgenza di “rimuovere le sanzioni alla Siria i cui effetti gravano sui più poveri e di affrontare la pandemia”. Sono questi, in sintesi, alcuni dei punti emersi durante la riunione sulla crisi umanitaria siriana e irachena che si è svolto ieri, (on line), per iniziativa del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Il Sir ne ha parlato con il Sotto-Segretario del citato Dicastero, mons. Segundo Tejado Muñoz.
“Siamo davvero felici di sapere che Papa Francesco verrà in Iraq a marzo del prossimo anno e in particolare a Mosul e nella Piana di Ninive. I nostri fedeli danzano di gioia per questa notizia. Spero che in tanti possano tornare nelle loro case e villaggi”.
Papa Francesco, dal 5 all’8 marzo 2021, sarà in Iraq. Lo ha annunciato oggi la Sala Stampa della Santa Sede. Il commento a caldo del patriarca caldeo di Baghdad, il card. Louis Rapahel Sako: "Con il suo carisma profetico il Papa è come un nuovo Ezechiele che viene a dirci che ci sarà una Resurrezione, che si può rinascere"
“Un atto riprovevole, che ha lasciato tutti noi ancora una volta sorpresi e rattristati, perché ha colpito un luogo santo, un luogo di preghiera, un luogo di alto valore simbolico per tutti i cristiani. È anche un atto che non va enfatizzato perché suppongo che chi compie questi gesti lo faccia proprio per avere un po’ di risonanza, di fama ingiustamente guadagnata, operando il male anziché il bene”: lo ha detto il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, celebrando ieri nella Basilica dell’Agonia al Getsemani, ai piedi del Monte degli Ulivi a Gerusalemme, una messa in riparazione dell’atto vandalico del 4 dicembre scorso, quando un uomo è entrato nella chiesa danneggiandone gli arredi.
“Papa Francesco ha donato circa 60mila euro a ciascuna delle diocesi siriane per aiutare chi è più nel bisogno. La metà è prevista per questo mese di dicembre, la restante a marzo 2021. È un gesto di carità nei riguardi dell’amata e martoriata Siria. Per quanto riguarda la distribuzione, come e a chi, è lasciato a chi di dovere sul posto”.
Il card. Mario Zenari, nunzio apostolico, torna a parlare della Siria in un video- intervista della Fondazione Avsi, partner tecnico nel progetto "Ospedali Aperti". "La Siria è un paese ammalato e povero, dove la speranza sta morendo". La guerra, la "bomba della povertà", il Covid-19 gravano sulla popolazione. L'impegno a fianco dei malati più poveri curati nei tre Ospedali Aperti di Damasco e Aleppo: 40 mila quelli curati fino ad oggi. Si punta ai 50 mila per il 2021. Ma serve l'aiuto di tutti. "Aspettiamo anche noi che qualcosa di buono avvenga, aspettiamo i miracoli del Signore anche in Siria"
Il prossimo 4 dicembre mons. Pierbattista Pizzaballa farà il suo ingresso solenne, come nuovo Patriarca, al Santo Sepolcro di Gerusalemme. Qui il giorno dopo celebrerà la messa pontificale. In vista dell'evento il Sir lo ha intervistato
Diffuso oggi da Aiuto alla Chiesa che soffre il primo Rapporto “Libera i tuoi prigionieri” sui cristiani ingiustamente detenuti per la loro fede. “Ogni mese, nei 50 Paesi più a rischio, vengono imprigionati ingiustamente oltre 300 cristiani”. A firmare la prefazione Asia Bibi, la donna pakistana, accusata di blasfemia, rimasta in carcere per 3.142 giorni.