Lo scorso 18 novembre il presidente israeliano Reuven Rivlin ha incontrato, a Gerusalemme, i capi delle denominazioni cristiane, tra cui il patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, Teofilo III e il patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa. Si è parlato di Covid, del Natale in arrivo e di libertà di religione e di culto. Il commento al Sir del Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, presente all'incontro
"Un attacco che indica la volontà dei terroristi di riorganizzarsi sul territorio e di dare una risposta agli appelli che, da aprile ad oggi, sono stati lanciati dallo Stato Islamico, o da ciò che ne resta, e da Al Qaeda che hanno esortato i loro seguaci a colpire in Europa”. L'attentato a Vienna nel commento di Claudio Bertolotti, direttore esecutivo dell’Osservatorio sul radicalismo e il contrasto al terrorismo (React)
È uscito in questi giorni “I cuccioli dell’Isis. L’ultima degenerazione dei bambini soldato” (Edizioni Terrasanta), scritto da padre Stefano Luca, frate cappuccino che, dal 2019, dirige il dipartimento di Teatro sociale dei Frati minori cappuccini portando avanti il programma "Contro l’estremismo - Programma di teatro sociale per la riabilitazione e la reintegrazione dei bambini jihadisti/estremisti". Con l'autore il Sir ha cercato di analizzare, all’interno del più ampio fenomeno dei bambini soldato, il mondo dei bambini del Califfato
Quattro anni fa la scossa del 30 ottobre che, dopo quelle del 24 agosto e del 26 ottobre che distrussero interi borghi del Centro Italia, colpì in modo drammatico Norcia e i centri circostanti sbriciolando anche la chiesa di san Benedetto.
Mons. Pierbattista Pizzaballa è il nuovo patriarca latino di Gerusalemme, il decimo dall’ottobre del 1847, quando Pio IX con il breve “Nulla celebrior” ripristinava il Patriarcato di Gerusalemme dei Latini, vacante dal tempo delle Crociate.
La soluzione “Due Popoli, Due Stati” è “l’unica ‘non-soluzione’ possibile. Non si può dire ai palestinesi che non hanno diritto ad una terra e a una nazione.
“In preghiera con santa Rita per il Libano”, è l’iniziativa che da giovedì 22 ottobre, alle 17 (ore 18 in Libano), vedrà – per la prima volta nella storia del santuario – una messa celebrata nella basilica di Santa Rita di Cascia, in rito maronita e lingua araba.
“Il messaggio di Carlo ai giovani è quello di essere se stessi sviluppando tutti quei doni di bellezza, di armonia, di forza, di esuberanza che Dio mette negli adolescenti. Gli adolescenti non sono ragazzi, non sono ancora uomini ma hanno già tutte quelle energie di vita e quelle potenzialità di bene che poi si svilupperanno nella vita adulta. Carlo ha saputo valorizzare tutto questo”.
“Quel giorno che divenni invisibile, l’altra”: la sua “ultima testimonianza pubblica” per ricordare, da sopravvissuta a Auschwitz, il dramma della Shoah, Liliana Segre l’ha voluta offrire ai giovani della Cittadella della Pace, a Rondine, a pochi chilometri da Arezzo, il borgo dove “i nemici imparano ad essere amici”.