“Gesù ha portato la nostra umanità, la nostra carne in cielo – è la prima volta – cioè l’ha portata in Dio. Quell’umanità, che aveva preso in terra, non è rimasta qui”.
È in questo aver fede che Gesù invita a superare il turbamento: non si tratta solo di una richiesta di fiducia, ma è appello forte ad avere una fede capace di vincere il male, una fede più forte e più tenace del male.
Come i discepoli di Emmaus, anche noi, afferma il vescovo di Roma, “possiamo ritrovarci smarriti di fronte agli eventi, soli e incerti, con tante domande e preoccupazioni, delusioni”.