“A volte vediamo deturpate le relazioni con forme di violenza che ci fanno chiedere se sono state messe in atto da cristiani ed essere umani: sono le forme estreme che scaturiscono ad esempio in minacce e percosse verso la propria moglie, in femminicidio, uxoricidio, omicidio di una persona con la quale si stava vivendo una relazione che con leggerezza si chiama amore. No, quello non è amore: è violenza e va denunciata. E se uno veste il sacco e usa violenza alla moglie, sappia che fa un oltraggio non solo a sua moglie, ma a sant’Agata: deve convertirsi”.
“La guerra e le divisioni seminano nei cuori rancori e paure, e l’altro diverso da me è percepito spesso come un rivale. La comunicazione globale e pervasiva fa sì che questo atteggiamento diffuso diventi una mentalità, che le differenze appaiano sintomi di ostilità e si verifichi una sorta di epidemia di inimicizia”.
“È un dato di fatto che cozza con la realtà: un milione e mezzo di giovani, giunti da tutto il mondo a Lisbona per la 37ª Giornata mondiale della gioventù, non fa notizia.
“I giovani del mondo sono venuti a Lisbona numerosi e con grande entusiasmo. Non era una vacanza dei giovani, non era un villaggio dei giovani e nemmeno un viaggio turistico o un evento spirituale chiuso in se stesso. La Gmg è un incontro con Cristo vivo attraverso la Chiesa”.
Quasi 24 ore dopo i primi roghi, anche la chiesa di Santa Maria di Gesù è stata distrutta. Lì erano custodite da oltre 400 anni le ossa di san Benedetto il Moro, venerato come santo della città assieme a Rosalia. La denuncia dei frati minori e dell'arcivescovo Lorefice: "è il peggio che una coscienza possa maturare"
“Il grande insegnamento che Paolo Borsellino ci ha lasciato è quello di aver coniugato una professione di magistrato che cercava una giustizia vera a una fede profonda, anche se non ostentata”. Lo dice mons. Michele Pennisi, arcivescovo emerito di Monreale e membro del gruppo di lavoro vaticano sulla “scomunica alle mafie”, nel 31° anniversario della strage di via D’Amelio, in cui perse la vita, ricordando “la sua frequentazione della parrocchia, la celebrazione eucaristica domenica, la confessione il giorno prima dell’assassinio”.
Realizzati momenti di incontro con le amministrazioni locali. Nella diocesi di Catania, il cantiere ha riguardato le persone sorde con momenti di dialogo e di inclusione