Si intitola “I Cantieri di Betania” il testo con le prospettive per il secondo anno del Cammino sinodale che viene consegnato alle Chiese locali ed è disponibile su https://camminosinodale.chiesacattolica.it/.
“Non si capisce perché deve esserci un diritto all’aborto. L’aborto non può essere un diritto, è la soppressione di una vita umana. Bisogna piuttosto considerare le leggi che lo regolamentano”.
“È giusto che la giustizia faccia il suo corso, anche se nessuna sentenza può mai lenire il dolore della famiglia per la morte di un figlio. A fronte di fatti così gravi è bene che ci siano pene giuste per i responsabili”.
“Occorre una seria vigilanza dei partiti. I partiti non sono ben informati sui candidati. Ormai c’è una coscienza generale che la mafia non è scomparsa. Continua a essere presente. Solo che non fa scalpore con omicidi come prima. Ma esiste e dobbiamo farci i conti”.
Il caso di Fabio Ridolfi, rilanciato dall'Associazione Luca Coscioni e riguardante in particolare la mancata indicazione da parte del Servizio sanitario regionale delle Marche sul farmaco e le modalità di somministrazione per l'aiuto medico alla morte volontaria, riaccende il dibattito sulla delicata questione del fine vita. Una vicenda che rimanda al testo di legge approvato nel marzo scorso dalla Camera e in attesa al Senato. Sul provvedimento, che dovrebbe regolare appunto le disposizioni legislative in merito a queste particolari e complesse situazioni, abbiamo raccolto il parere Di Gian Luigi Gigli, Ordinario di Neurologia presso Università degli Studi di Udine
Il responsabile della struttura della Conferenza episcopale siciliana racconta al Sir l'impegno dopo due anni di attività: "Segno concreto al servizio dei più piccoli"
La sorella del magistrato ucciso dalla mafia nell'attentato del 23 maggio 1992 al Sir: "Tutto quello che riguarda la lotta alla mafia oggi si rifà alle sue idee, che sono state comprese e portate avanti non solo in Italia ma a livello internazionale". A Palermo, la cerimonia con studenti e insegnanti da tutta Italia: "Se la memoria di Giovanni è viva, lo dobbiamo a loro"