Il presule fa parte del Gruppo di studio sulla scomunica delle mafie istituito dalla Santa Sede: "Così studiamo dal punto di vista del diritto canonico quali pene ecclesiastiche comminare"
Inaugurata oggi ad Avezzano “Casa Fratelli tutti”. Una struttura che “nasce dal cuore e dallo sguardo di una diocesi che vuole farsi carico delle fragilità estreme del territorio”, spiega il vescovo, mons. Pietro Santoro.
Il presidente dell'Unitalsi al Sir: "A luglio e agosto i pellegrinaggi si svolgeranno con aerei e pullman. Al momento non è sostenibile la possibilità di tornare a utilizzare i treni"
L'arcivescovo emerito di Agrigento celebrò le esequie e adesso concelebrerà il rito di beatificazione del magistrato ucciso dalla mafia: "Quel giorno dissi che la sua vita era stata una fiaccola che avrebbe fatto luce, a oggi ha illuminato tante vite ed è un richiamo contro la cultura mafiosa"
L'arcivescovo di Catanzaro ha seguito la causa del magistrato ucciso dalla mafia "in odium fidei". Ripercorriamo le tappe del processo che ha portato al rito che sarà celebrato il 9 maggio nella cattedrale di Agrigento
“Uno spirito di giustizia ci mobilita per assicurare l’accesso universale al vaccino sospendendo temporaneamente i diritti di proprietà intellettuale; un spirito di comunione ci permette di generare un modello economico diverso, più inclusivo, equo, sostenibile”.
“La malavita organizzata – la possiamo chiamare mafia, camorra, stidda – non è una criminalità comune ma è un’organizzazione feroce e, al tempo stesso, una forma di ateismo che si colora di tinte neopagane e di blasfeme citazioni cristiane”.
Abrogata la norma dell’ordinamento giudiziario vaticano per cui solamente la Cassazione, previo assenso dello stesso Pontefice, poteva processare vescovi e cardinali nelle cause penali. Lo ha disposto Papa Francesco nella Lettera apostolica in forma di motu proprio che reca modifiche in tema di competenza degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano.
“L’ennesima tragedia del mare ci conferma che in assenza di vie legali e sicure, che garantiscano la protezione umanitaria a profughi e rifugiati, l’Europa paga un altissimo prezzo mortale assistendo inerme a una serie di stragi annunciate. L’alternativa alle morti in mare esiste e sono i corridoi umanitari e ogni altra via legale che tuteli i richiedenti asilo”.