Giornalista pubblicista, classe 1999. Bresciana di nascita e, per qualche anno, padovana d’adozione. Nella “Città dei Dottori” mi sono laureata in Filosofia e European and Global Studies. Adesso cerco di vivere viaggiando per il mondo e raccontando che succede: scrivo di esteri, Unione Europea e diritti umani.
Tensione nuovamente acuita, all’inizio di aprile, tra Israele, Palestina e anche Libano. In uno scenario dove le vittime sono anche i cittadini che sopravvivono e resistono
Sabato 1° aprile, i 150 volontari della rete Stop the War Now, partiti da Padova il 30 marzo, sono arrivati, carichi di aiuti umanitari, nelle città di Odessa e Mykolaïv, nel sud dell’Ucraina.
Nella mattinata di giovedì 30 marzo è partita, da Prato della Valle, la quinta carovana nazionale di Stop The War Now diretta a Odessa e Mykolaïv, in Ucraina, con l'obiettivo di consegnare 20 tonnellate di aiuti umanitari e 20 generatori di corrente. Oltre 2 mila chilometri di viaggio per 120 volontari, uniti da un unico forte messaggio: basta guerra.
La famiglia Regeni e la loro legale a Padova: «Come possiamo fidarci di uno Stato che dà priorità alle vendita di armi invece che alla protezione dei diritti umani?»
Nel giorno del primo triste anniversario dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, venerdì 24 febbraio 2023, davanti al Duomo a Padova si sono riuniti duemila cittadini per chiedere a tutte le forze coinvolte di deporre le armi. La manifestazione è una tra le 75 organizzate in tutta Italia, promosse dal coordinamento Europe for peace. A Padova la mobilitazione ha visto l’adesione del Comune, dell’Università, delle associazioni del territorio appartenenti alla rete Uniti per la Pace e della Diocesi.