Brexit (e sue conseguenze), Green Deal, migrazioni, Balcani e bilancio: su questi fronti si misurerà il prossimo cammino dell'Ue. La Conferenza sul futuro dell’Europa, che partirà nella primavera 2020, dovrebbe mettere in agenda anche questi temi. Per una "casa comune"che funziona, al servizio dei cittadini europei
Firma di “Avvenire”, scrittore, Umberto Folena dà alle stampe un libro che aiuta a riflettere, a partire dal vocabolario, sulle attuali dinamiche comunicative e culturali. “Il cristianesimo – afferma l’autore – si salva se dà meno spazio ai predicatori e più spazio ai testimoni”
Si è discusso e scritto nei giorni scorsi attorno a un documento franco-tedesco che – secondo la vulgata – dovrebbe “lanciare” la Conferenza sul futuro dell’Europa. Della quale, in realtà, si discute da mesi, anche nelle sedi ufficiali fra Strasburgo e Bruxelles. Dunque, dov’è la novità? Le possibili risposte non mancano…
Emcdda (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze) ed Europol diffondono i dati su produzione e consumi di sostanze illecite. Cannabis, cocaina, eroina, ecstasy contano milioni di dipendenti patologici. Un mercato in espansione, in grado di sfruttare le nuove tecnologie digitali. Tra i danni correlati, una ecatombe annuale di "consumatori", l'arricchimento delle mafie, tratta e corruzione. Le possibili risposte politiche, le azioni di contrasto, la necessaria prevenzione
Nella notte il via libera al budget 2020 da Parlamento e Consiglio dei ministri europei. 168,69 miliardi di euro in impegni e 153,57 miliardi in pagamenti: cifre considerevoli, che si trasformano in progetti e investimenti a favore dei cittadini e dei territori. Eppure non si va oltre l'1% dei Pil dei Paesi aderenti. Fondi per imprese, lavoro, sicurezza, migrazioni, Galileo, Corpo europeo di solidarietà: ma con più soldi si potrebbe fare molto di più
Lo storico e politologo dell'Università autonoma di Barcellona commenta per il Sir il voto del 10 novembre dal quale non emerge una netta maggioranza - di destra o di sinistra - che possa governare il Paese. Il premier Sanchez è indebolito dalle urne, i popolari risalgono la china, mentre si impone l'estrema destra nazional populista di Vox. Intanto fra i cittadini cresce l'insofferenza verso "una politica che non sa decidere". Quattro - secondo lo studioso - le possibili vie d'uscita: ma "la situazione è complicatissima"
Gli economisti di Bruxelles mettono in guardia Stati e sistemi produttivi rispetto alle crescenti "incertezze" internazionali: tensioni commerciali, la Cina rallenta, Brexit "disordinato". Alcuni Paesi hanno spiccato il volo, con Pil oltre il 4%, altri rimangono in fondo alla classifica: Italia ultima, Germania penultima
Mille partecipanti, da un centinaio di Paesi, si sono dati appuntamento a Strasburgo per il Forum promosso dal Consiglio d'Europa. Tre giorni di dibattiti, laboratori, mostre ed eventi per mettere a fuoco il rapporto tra il flusso crescente di informazioni, la credibilità delle notizie, la libertà di espressione, la partecipazione - consapevole ed "educata" - dei cittadini alla vita democratica
In moltissime città d'Europa sono in corso le celebrazioni che ricordano i fatti del 9 novembre 1989. Crollava, assieme al muro che divideva in due Berlino dal 1961, il sistema sovietico. Gli Stati ex comunisti, ritrovata libertà e democrazia, fecero subito domanda di adesione alla Comunità europea. Trascorsi 30 anni, a che punto si trovano i Paesi dell'Europa centro-orientale? Quali le condizioni politiche, sociali e culturali? Elites e popoli hanno fatto i conti con la storia?