Ha parlato della “bellezza” e del “valore inestimabile” di Flavio e Gianluca, i due adolescenti morti a Terni dopo aver assunto delle sostanze tossiche vendute da un pusher, e ha denunciato la “somma ingiustizia di quanto loro accaduto” don Luca Andreani, parroco di Santa Maria del Rivo e direttore del Centro diocesano vocazioni, che ha tenuto, in cattedrale, l’omelia dei funerali dei due ragazzi, parlando di fronte ai genitori, fratelli e familiari di Flavio e Gianluca e alle “due bare insieme”, a testimonianza di “un’amicizia/amore che regge e vivifica”.
Giovedì 9 luglio è stata presentata, in diretta streaming, l’indagine “Le famiglie e l’emergenza Covid-19: una fotografia attuale”, realizzata dal network internazionale di Sfera, l’area di Rcs MediaGroup dedicata all’infanzia, insieme al Forum delle associazioni familiari. Per oltre 6 famiglie italiane su 10 è l’assegno unico-universale per figlio la proposta più urgente da mettere in campo per scongiurare la crisi economica e sociale del Paese. Mamme e papà chiedono a Governo e Parlamento di trasformarla in realtà già adesso, nel passaggio tra l’emergenza da Covid-19 e l’auspicato ritorno alla normalità
“Se ci fosse un’esigenza nel territorio, non c’è mai stata preclusione da parte della scuola cattolica di aprire gli spazi a necessità. Nel caso di scuole dismesse, mi sembra solo doveroso renderci attenti a queste problematiche. In altri casi, avendo le nostre scuole luogo in spazi storici, particolarmente ampi, questo permetterà di poter gestire in sicurezza gli spazi, dando la possibilità ai nostri bambini e ragazzi di tornare a scuola rispettando le distanze”.
“L’Italia è uno dei Paesi più precocemente e intensamente coinvolti dalla pandemia, i contagi registrati sono stati quasi 240mila e hanno causato poco meno di 35mila decessi. Le regioni del Sud e delle Isole sono state meno coinvolte di quelle del Centro e del Nord. L’impatto dell’epidemia sulla mortalità è stato significativo nel periodo di marzo e aprile”.
Mondragone, in provincia di Caserta, è da giorni sotto i riflettori per la scopera di un focolaio di coronavirus. L'emergenza, però, ha scoperchiato una realtà difficile dove ci sono famiglie bulgare di etnia rom che vivono in condizioni ai limiti: le donne nei campi lavorano tutto il giorno per 1,5/2 euro all'ora, gli uomini passano la giornata in strada senza far niente, i bambini non frequentano la scuola. "Noi - ci racconta don Osvaldo Morelli, che è anche il direttore della Caritas diocesana di Sessa Aurunca - siamo gli unici che dialoghiamo con loro, li accogliamo a mensa e li aiutiamo. Gli altri sanno, ma fanno a scaricabarile sulle responsabilità"
Resta alta la tensione a Mondragone, in provincia di Caserta, dove da lunedì scorso la Regione Campania ha istituito una zona rossa per i palazzi ex Cirio dopo che è scoppiato un focolaio da Covid-19. Sono 43, al momento, le persone risultate positive, ma, come ha assicurato il presidente della Regione Campania, sono stati effettuati 730 tamponi tra gli abitanti di quelle case, principalmente bulgari e di etnia roma, ma anche famiglie italiane povere. Sulla situazione abbiamo ascoltato mons. Orazio Francesco Piazza
Con l’emergenza coronavirus “calano i numeri in tutte le strutture monitorate dal Garante nazionale, si adottano provvedimenti in linea con autorevoli voci che ricordano il principio, troppo spesso dimenticato, che la privazione della libertà dovrebbe essere misura estrema – l’ultima e non la prima a cui ricorrere –, si scoprono sacche di oblio del nostro pensiero in quei luoghi dove minori erano stati gli occhi attenti forse perché destinati a persone non funzionali al nostro modello economico, si sottolinea l’ipotesi di una rinnovata coesione nel momento della comune difficoltà”
Oggi, 26 giugno, è la Giornata mondiale contro l'uso e il traffico illecito di droga. Per l'occasione le principali reti del privato sociale e delle comunità che rappresentano una parte importante del sistema italiano dei servizi per le dipendenze lanciano un’iniziativa nazionale per riaccendere i riflettori su un settore che è stato completamente dimenticato durante l'emergenza sanitaria legata al Covid-19. "Inaccettabile il silenzio delle Istituzioni", dice Luciano Squillaci, presidente della Fict