"Si è respirato un clima familiare, umano, dove tutti desideravano non solo portare il loro punto di vista, ma anche condividere la bellezza della loro famiglia, della loro paternità e maternità: proprio il motore che volevamo accendere": a parlare al Sir degli Stati generali della natalità, facendo un bilancio, è Gigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari
"Ci accorgiamo di essere così legati, tutti gli esseri umani, che se non si risolve il problema di tutti, non si può nemmeno risolvere quello di ciascuno. Un mondo in cui un pugno di straricchi concentra la massima parte della ricchezza, mentre milioni e milioni di esseri umani fanno i conti con la fame e la miseria estrema, non è concepibile", dice al Sir il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino
Nel nostro Paese "la situazione è disastrosa. La pandemia non ha solo aumentato la mortalità ma ha anche ulteriormente compresso la vitalità nel nostro Paese. Il numero medio di figli per donna era già sceso nell’ultimo decennio da 1,46 del 2010 a 1,27 del 2019 inabissandosi su livelli tra i più bassi in Europa. Nel 2020 siamo diminuiti ulteriormente", ricorda al Sir il demografo
Sarà una novena di Pentecoste speciale, quella prevista per quest’anno, con la preparazione immediata di tutto il RnS (www.rinnovamento.org) alla grande effusione dello Spirito, in programma sabato 29 e domenica 30 maggio 2021, in occasione della 43ª Convocazione nazionale dei cenacoli, gruppi e comunità del RnS.
"Alle mille domande circa il pericolo del contagio e i rischi che si corrono per la salute propria e per quella dei propri cari, si aggiungono, per tanti, preoccupazioni forti legate all'incertezza circa il futuro del proprio lavoro. Mi riferisco, in particolare, al vasto mondo di coloro che operano nei settori del commercio, della ristorazione, dell’artigianato e del turismo", dice il vescovo di Caserta e amministratore apostolico di Ischia, soffermandosi poi sul dramma "dei tanti lavoratori irregolari, di quelli coinvolti nel lavoro nero, dei disoccupati, dei precari in genere, dei tanti, italiani e stranieri, che sono costretti a lavorare senza alcuna dignità e nella totale illegalità"
È passato tanto tempo dagli anni di piombo, eppure, dice al Sir il sociologo, “quelle vicende si distanziano nel tempo, ma non per l’urgenza, per l’appunto, di pervenire alla risposta: perché sono state assassinate, per responsabilità morale e politica di chi, con quale procedimento manipolativo sono divenute bersaglio. E il diniego, lo stato di negazione di chi fu sodale agli esecutori, continua a tirare su il muro che ostacola questo risarcimento delle vittime”