A San Marco di Camposampiero c’è "Agost-Issimo": dal 25 al 28 agosto, quattro serate in parrocchia per i ragazzi dai 14 ai 19 anni per rivedersi e ristabilire un cammino di vita cristiana, di comunità e di amicizia.
Due nuove nomine per i Legionari di Cristo che dal 2014 risiedono a Busa di Vigonza. Padre Alberto Zanetti e padre Andrea Giustiniani infatti sono diventati vicario territoriale (o provinciale) il primo, direttore territoriale per l’Italia invece il secondo che fino ad oggi era direttore locale di apostolato del Regnum Christi del Triveneto.
Sei settimane di grest anziché le tradizionali due, tre gruppi da 60 ragazzi, una quarantina di animatori delle superiori, coinvolti nel servizio verso i più piccoli, coordinati da una quindicina di educatori adulti: ecco il grest di sant'Agostino di Albignasego, che si conclude il 31 luglio e che ha preso spunto dal film di animazione Inside out.
Non rischia più la chiusura l'istituto santa Dorotea di Thiene, che ospita una scuola primaria e una secondaria di primo grado per un totale di circa 150 alunni. In poco tempo, dopo diversi anni di trattative e ricerche di un nuovo ente gestore e di una nuove sede, si è trovata la soluzione. La scuola, a partire dall'anno scolastico 2022/23 sarà gestita dalla cooperativa veronese Cultura e valori, che da 20 anni si occupa di supportare e gestire le scuole paritarie cattoliche a rischio chiusura e troverà sede presso Casa insieme, a Thiene, una realtà gestita dalla Fondazione Pegoraro Romanatti.
Fra gli ospiti illustri di villa Immacolata c'è sicuramente il vescovo emerito Antonio Mattiazzo. Tornato più volte durante il ministero che svolse all’estero, a Roma e in Costa d’Avorio, diventato poi vescovo di Padova, ha trascorso alcuni giorni immediatamente precedenti l’ingresso in Diocesi. Ha tenuto incontri, celebrazioni liturgiche, settimane bibliche, esercizi spirituali per laici e ora vi risiede. Tanti quindi i ricordi legati alla casa.
Sono arrivate nel 1949, per "preparare" la casa, come fa una madre. E come una madre la loro presenza è associata al senso di accoglienza, allo stare bene. Sono le suore terziarie francescane Elisabettine che a Villa Immacolata si sono dedicate prima alla gestione pratica della casa e anche a quella economica, ora invece si è fatta più forte la dimensione spirituale. 61 le religiose che hanno prestato servizio dall'anno del loro arrivo a oggi, che sono rimaste in tre: suor Agnese Loppoli, la superiora, suor Milva Rossi e suor Giannagnese Terrazzin.
8,5 milioni di alunni rimasti a casa, dalle scuole d’infanzia alle superiori. 12,3% dei ragazzi tra 6 e 17 anni non aveva un pc o un tablet a casa prima della crisi Covid (2018-19). 24 su 28 la posizione dell’Italia in Ue rispetto alle competenze digitali dei giovani. Sono alcuni dati rilevati dall’Osservatorio sulla povertà educativa, curato in collaborazione tra Con i Bambini - impresa sociale e Fondazione Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. L'ultimo approfondimento riguarda la povertà educativa nell’emergenza Covid: il divario digitale è una dimensione della povertà educativa ma ora, non bisogna pensare solo alla diffusione di pc e tablet, ma anche alle modalità e capacità di fruizione. Insomma, è indispensabile un investimento educativo tecnologico.
A Villa Immacolata è forte la presenza delle donne: le Collaboratrici apostoliche diocesane, ma anche le lavoratrici. Ecco tre esperienze della casa: quella di Maria Elisa Baccaglini, part time in cucina, con una formazione e passione per l'arte e il restauro. Le due strade qui possono intrecciarsi e arricchirsi. Silvia De Franceschi e Luisa Ruzza, entrambe Cad, una infermiera, l'altra medico, qui tornano come volontarie.
La storia di Villa Immacolata si intreccia, per ben 50 anni, con quella di Sante Poggese, classe 1949, arrivato nella casa il 19 marzo 1970 senza sapere cosa fosse una casa di spiritualità. Ma pian piano si è immerso nel clima, nel silenzio, nella preghiera, nella meditazione. Qui ha lavorato per 50 anni, ha vissuto e continua a essere presenza fissa e costante, un volto accogliente e rasserenante, due mani che si danno da fare per curare il giardino o fare altri piccoli servizi. È la memoria storica di questa oasi