Mons. Luigi Rossi La diocesi e la comunità di Cittadella lo ricordano, per ora anche senza celebrazioni esteriori, a 25 anni dalla sua scomparsa. La sua vita sacerdotale fu spesa per tre quarti del tempo a servizio della Chiesa diocesana e per l’ultimo quarto come arciprete di una grande comunità locale. Chi gli è stato vicino ricorda la sua intelligente chiarezza, la pazienza, la capacità di guardare al futuro, la semplice fermezza quando giunse il tempo della croce
«Il Signore sa trarre profitto anche dai nostri peccati per farci maturare, per farci crescere, per santificarci. Signore Gesù quando noi impareremo a essere come te: strenui nemici del peccato, non conniventi del peccato, ma insieme fiduciosamente amici del peccatore?» Con questa frase, tratta dalla sua ultima omelia, pronunciata i primi giorni di aprile del 1995, ci ha salutato 25 anni fa (era Giovedì santo) mons. Luigi Rossi, un sacerdote che ha lasciato in segno sia come “prete di curia”, sia come parroco.
Mai come in questo tempo di pandemia abbiamo sentito il bisogno, talvolta perfino eccessivo, di “riderci sopra”. Magari riso amaro, magari a denti stretti, magari per non piangere...
Il Dantedì, la giornata nazionale che sarà dedicata ogni anno, il 25 marzo, al sommo poeta fiorentino è l’occasione per riscoprire un autore vivo e attuale
Mons. Roberto Bevilacqua ha accompagnato, con la sua presenza, i due terzi dei sessant’anni di vita dell’Opera della Provvidenza, di cui è da 25 anni il direttore. Ha messo piede per la prima volta nella Casa di Sarmeola nel 1981.
Il 19 marzo 1960 veniva inaugurata a Sarmeola la grande casa dedicata alle persone con disabilità. All’inizio ospitava soprattutto ragazzi che le famiglie non riuscivano a gestire per la mancanza di servizi sul territorio; oggi accoglie casi gravissimi e malati di Alzheimer
Se fosse ancora tra di noi, a Natale avrebbe sicuramente trovato il momento per riunire la famiglia attorno all'armonium e cantare insieme qualche mottetto tradizionale, di quelli che tanto gli piacevano.
Perché per Giuseppe Stefani – l'organista a cui le comunità di San Pietro di Stra e della Riviera del Brenta hanno tributato con partecipazione l'estremo saluto ormai più di tre mesi fa – la musica era il sapore della vita.
Fossò. La comunità veneziana recupera, con un encomiabile sforzo collettivo, un’importante opera d’arte e di fede che appartiene alla sua storia: un crocifisso ligneo policromo “doloroso” della celebre bottega dei Moranzone. Diego Mazzetto, già protagonista del ritrovamento e del recupero di un prezioso dipinto di Alessandro Longhi appartenente alla parrocchia di Fossò, ha coordinato una nuova importante “operazione di salvataggio”.
Si è concluso il restauro della Madonna con il Bambino della chiesa di San Nicolò a Padova condotto in stretta collaborazione tra Diocesi, Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio e Università. L’opera in terracotta della seconda metà del Quattrocento è stata modellata da Giovanni de Fonduli, un artista originario di Crema che ha lavorato a lungo nella città, permeata dalla lezione di Mantegna e Donatello, e nel contado