Concluso il Sinodo si apre quindi una nuova pagina di storia della Chiesa di Padova. Un viaggio che parte dall’entusiasmo ma che avrà bisogno anche della forza di volontà per essere affrontato fino in fondo
Tornano a galla le domande sul senso del dolore e della morte. Ma anche sul valore della vita, sulla dignità dell’uomo, sulla forza dell’esistenza e delle relazioni d’amore, di amicizia, di sangue. La morte di Stefano Gheller non può lasciare indifferenti perché per un attimo ci costringe e mettere in pausa le molte attività a cui siamo chiamati ogni giorno, apre uno scorcio di silenzio tra le voci che ci interpellano, le notifiche del nostro smartphone, gli appuntamenti in agenda che ci richiamano ai nostri doveri.
«Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo distruzione?» si chiedeva papa Francesco, quasi con la disperazione nella voce, durante l’Angelus di domenica 2 ottobre 2022.
Sempre più attenti e preoccupati per quello che mangiamo, ancora troppo distratti per quello che respiriamo. Sulla qualità dell’aria che entra nei nostri polmoni, due campanelli d’allarme hanno suonato nei giorni scorsi.
La notizia irrompe sui nostri telefonini nella mattinata di martedì scorso (il 30 gennaio, quando questo numero della Difesa è andato in stampa). Sette minorenni padovani indagati dalla Polizia di stato in seguito a una rissa scatenatasi tra due bande rivali tra piazza De Gasperi e la stazione ferroviaria, il 20 gennaio, durante la quale in tre sono rimasti feriti.
Caro direttore, trovo strano che l’intervista al vescovo ausiliare cattolico di Kiev, mons. Oleksandr Yazlovetskyi (La Difesa del 21 gennaio scorso, pag. 14) non abbia suscitato un salutare dibattito tra i lettori.
Dieci miliardi di dollari sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo che i software ragionino sempre più come noi. Il vertice del gotha mondiale dell’economia a Davos, in Svizzera, nella sua edizione 2024 sarà certamente ricordato per l’annuncio shock del fondatore di Facebook, oggi patron di Meta, Mark Zuckerberg.
Suicidio assistito Dopo il “no” del Consiglio regionale veneto rimane l’incertezza. Occorre dare impulso alle cure palliative. La sentenza della Corte Costituzionale del 2019 ha di fatto «aperto una porta» ma non ha decretato il diritto all’assistenza nel togliersi la vita. Le cure palliative oggi raggiungono in Veneto solo il 30 per cento di chi ne ha diritto. La legge nazionale impone di arrivare al 90 per cento entro il 2025