Italia, 2024. Tre ragazzi su quattro dagli 11 ai 19 anni prospettano il loro futuro in coppia e il 72 per cento di questi (il 53 per cento del totale) pensa di sposarsi, meglio se prima dei 30 anni. Il 69,4 per cento, infine, desidera avere figli, possibilmente almeno due.
È iniziata la consueta tornata delle nomine che ogni estate vede un certo numero di preti cambiare ruolo, spostarsi da una comunità all’altra (o aggiungerne una a quelle che già accompagna), oppure assumere un servizio diocesano, altri fanno il percorso inverso dalla curia al territorio e così via.
Non sembra vero ma è così. Dichiarano coloro che sono contrari alla legge sull’aborto «vessatori e indottrinatori», intolleranti di chi la pensa diversamente dal loro pensiero.
Come possono i cristiani abitare l’oggi? Quale contributo possono portare a partire dalla loro relazione con il Cristo? In questi due interrogativi scorgiamo un filo rosso che unisce i principali momenti della visita di papa Francesco a Venezia, la scorsa domenica 28 aprile, primo di un trittico di appuntamenti che vedrà il Santo Padre in Triveneto anche il 18 maggio a Verona per l’Arena di pace e il 7 luglio a Trieste per la Settimana sociale dei cattolici italiani.
Se anche spendesse 1.440 euro al giorno – che per molti equivale allo stipendio di un mese – impiegherebbe 1.774 anni per finire tutti quei soldi. Dunque, nemmeno immaginando di scialacquare un euro al secondo, giorno e notte, si troverebbe un significato al compenso chiesto da un uomo, in cambio del suo lavoro, all’azienda da lui stesso fondata.