Minacce, offese, appostamenti, lettere anonime e bossoli di proiettili in casa o nello studio professionale. Gli scienziati continuano a rimanere nel mirino di no vax ideologizzati, nel pieno della quarta ondata pandemica e gli ultimi casi toccano proprio la città di Padova.
Siamo davvero sicuri che l’Italia possa permettersi di non inviare il «nonno a servizio delle istituzioni» dritto dritto al Quirinale? Alcune settimane fa, da queste stesse colonne, ci eravamo augurati l’elezione di una donna autorevole, capace, stimata, non divisiva. Una donna come ce ne sono molte in Italia.
Carissimi lettori, nella festività del santo Natale vi giunga il migliore augurio da parte di tutte le persone che ogni giorno lavorano per progettare e realizzare, ma anche diffondere e amministrare, La Difesa del popolo. Con questo numero per noi si chiude il 2021, non certo un anno qualsiasi, che tutti abbiamo vissuto sulla “cresta” delle ondate pandemiche.
«Dopo due anni il Governo proroga ancora lo stato di emergenza. Non è possibile! Significa che in due anni non è stato fatto nulla!». Commenti sui social e interventi in radio: la musica è sempre la stessa. Di fronte alla decisione del Governo di estendere lo stato di emergenza al 31 marzo, monta l’insofferenza della popolazione, specie di chi si è vaccinato per “venirne fuori” una volta per tutte e si ritrova ancora una volta nell’incubo Covid.
L’Italia? Il Paese in cui il 5,9 per cento della popolazione pensa che il Covid non esiste: tre milioni di persone. Il 10,9 per cento invece è convinto che il vaccino sia inefficace (6 milioni). Per il 31,4 per cento, invece – di fatto, uno su tre – il vaccino è un farmaco sperimentale, testato su cavie umane attraverso la campagna vaccinale in corso in tutti i Paesi del mondo (pardon, in quelli ricchi, ai poveri lasciamo solo gli scarti: 7 per cento i vaccinatiin tutta l’Africa…).
Alla fine, la Commissione europea lo ha ritirato. Quel documento (interno) che indicava ai funzionari una serie di comportamenti e scelte di linguaggio per essere quanto più inclusivi e quanto meno discriminatori possibile «non era maturo» e «non rispettava gli standard europei». Che dire: il testo conteneva molte cose sacrosante, già in uso non solo nei corridoi dei Palazzo del quartiere europeo di Bruxelles.
Quirinale, Quirinale, Quirinale. Politica e stampa nazionale sembrano non parlare d’altro. Le grandi sfide che abbiamo di fronte a noi sembrano tutte passare in secondo piano.
Due giornalisti diventano dama e cavaliere di Gran Croce dell’Ordine piano della Santa Sede. Si tratta di Valentina Alazraki e Philip Pullella, i “decani” dei vaticanisti, da decenni sui voli papali per raccontare i viaggi dei pontefici nel mondo. Prima d’ora nessun giornalista era mai stato insignito di una così importante onorificenza e chiedersi come mai questo avviene – e avviene proprio adesso – apre a una serie di interessanti riflessioni.