Mons. Antonio Cecconi, presbitero della diocesi di Pisa dal 1964, fu vicedirettore della Caritas italiana dal 1991 al 1996 accanto a mons. Giuseppe Benvegnù Pasini. Nel 1978 da giovane prete fu incaricato di costituire la Caritas nella sua diocesi e fu proprio in quel frangente che mons. Cecconi ebbe modo di conoscere per la prima volta mons. Giovanni Nervo.
Papa Francesco ne aveva parlato già nel luglio del 2013 ai vescovi del Celam, in Brasile, in occasione della Giornata mondiale della gioventù. Il vescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, divenuto successore di Pietro da appena quattro mesi, aveva centrato il suo intervento sulla missione, quella programmatica (compiere atti missionari) e quella paradigmatica (connotare in senso missionario tutte le azioni di ogni singola Chiesa locale).
Il conflitto in Ucraina Marco Mascia, cattedra Unesco in diritti umani, democrazia e pace, osserva lo sviluppo delle ostilità. Serve una strategia comune per un negoziato condotto dall’Onu
25 marzo. Nel giorno dell’Annunciazione il comboniano di Piovene verrà consacrato vescovo nella sua Chiesa in Sud Sudan e riprenderà il cammino interrotto dall’attentato dello scorso aprile. Questa domenica il saluto alla sua parrocchia, nei giorni successivi la partenza
Siamo sconvolti da quanto accade in Ucraina. Alcuni flash: l’attacco all’ospedale di Mariupol, i video di razzi e ordigni che cadono in centro città, mentre cittadini ucraini camminano per fare le cose di tutti i giorni. I soldati russi prigionieri che si scusano: credevano fino all’ultimo di essere in un’esercitazione.
Esiste un universo sociale da riprogettare, un habitat economico da ristrutturare, una cultura che offre basi di pensiero da cui ripartire. La guerra scoppia nel cuore dell’Europa proprio mentre sembrava che la ricostruzione post- Covid potesse entrare nel vivo grazie ai vaccini e all’imunità generata dal contagio da Omicron.
Assistiamo attoniti all’ondata di solidarietà che si è materializzata in questi giorni nei confronti del popolo ucraino. Partiamo da Bruxelles: Ursula Von Der Leyen invoca il Paese sotto attacco come ventottesimo membro dell’Unione Europea e il Parlamento di Strasburgo ascolta il presidente Zelensky assediato a Kiev.