Il parto sembra vicino, la lunga attesa sembra al termine. Il nome del nascituro è “Tribunale della famiglia” e la sua missione è chiara: mettere fine al dualismo giuridico che dal 1934 separa i casi riguardanti i minorenni (allora nasceva il relativo tribunale) e la giustizia ordinaria che si occupa dei maggiorenni.
È davvero tutto possibile? La domanda sorge spontanea al termine del G20 salute che lunedì a Roma ha visto i ministri della Sanità dei venti Paesi più ricchi al mondo confrontarsi su come abbattere il virus che da 18 mesi ha cambiato le nostre vite.
Quando la preoccupazione e la tensione si trasformano in violenza – verbale e fisica – condannare non basta più. Il popolo “no-pass–nomask–no-vax” sta nelle piazze (a Padova ogni sabato al Duomo per la rabbia dei commercianti) e non intende retrocedere di un millimetro. Almeno a parole.
L’età media del popolo afghano è di 18 anni. Questo dato, per lo più ignorato nelle cronache di questi giorni, ci dice che una gran parte di quei cittadini sono ragazzi che non hanno mai visto il loro Paese se non in stato di guerra, con le missioni internazionali a contendere il territorio a gruppi armati locali.
Padova è pronta ad accogliere i primi rifugiati in fuga dall’inferno afghano: lunedì 30 agosto saranno in città tredici persone, componenti di tre nuclei familiari. Si tratta dei primi arrivi, dei circa 2.500 tra cittadini afghani che hanno collaborato con la missione italiana e la nostra rappresentanza diplomatica e loro familiari che nelle prossime settimane raggiungeranno il nostro Paese, le previsioni per tutta la provincia euganea sono di ospitarne una quarantina.
Nel cuore dell’estate, mettiamoci in viaggio: nutriamo di stupore i nostri occhi, coltiviamo il silenzio, riannodiamo la nostra relazione con il creato e con Dio. A guidarci saranno Dante, Rigoni Stern, Zanzotto, Sibilla De Cetto, e Maria: l’Assunta
Due uomini, un abbraccio, un tricolore e l’oro. Tanto oro. L’estate dello sport italiano, dopo la campagna d’Inghilterra (con la Nazionale di calcio e la racchetta di Berrettini) espugna la vetta dell’Olimpo, con un quarto d’ora di fuoco in due gare simbolo dell’atletica.
Una fuga nella “pura dottrina” è irrealistica. Piuttosto è la dottrina che deve «svilupparsi nella e dalla fede, non accanto ad essa». Le parole che il papa emerito Benedetto XVI ha rilasciato in un’intervista alla rivista tedesca Herder Korrespondenz non valgono di certo solo per la Chiesa tedesca, impegnata in un Sinodo molto discusso.