Bruxelles ha ospitato lunedì 14 giugno il summit Nato, una prima volta sia per Joe Biden sia per Mario Draghi. L’anziano presidente Usa ha ristabilito la nuova (o vecchia?) “normalità” americana: niente più alleanze sotto stress, alla maniera di Trump, e controllo ferreo della linea politica. Nel 2022 il nuovo Concetto strategico in un mondo in cui a contare è sempre più il Pacifico e il web sta “spazzando via” la geopolitica
In questo momento in Italia sono 3,5 milioni le persone con più di 60 anni ancora non vaccinate contro il Covid-19. Un numero che, se paragonato alla popolazione generale, a uno sguardo poco attento, potrebbe apparire piccolo.
Non c’è più tempo per indugiare» e «richiede a tutti un supplemento di coinvolgimento». Credo che siano questi i due pressanti inviti da cogliere immediatamente nel messaggio dei vescovi italiani – pubblicato martedì 8 giugno – in vista della 16a Giornata nazionale per la custodia del creato in programma il prossimo 1° settembre e inserita nella strada che porta alla 49 a Settimana sociale dei cattolici italiani di Taranto, a ottobre.
Nell’ultimo appuntamento dei “Lunedì della missione” sono emersi i gravi problemi che stanno mettendo in ginocchio il Paese: l’emergenza sanitaria, certo, ma c’è anche molto altro...
Ha ancora senso parlare di calcio senza parlare dei denari? Senza tornare alla storiaccia della Super League e senza abbandonarci a sterili moralismi, tanto per capirci partiamo da un esempio: l’Inter si classifica prima in campionato con un bilancio che riporta debiti per 660 milioni di euro; il Parma, nobile retrocesso e ultimo in classifica, chiude l’esercizio 2020 con un rosso da 22 milioni. Che cosa sarebbe successo a bilanci invertiti?
In Veneto non si temono tsunami occupazionali, anche se il rischio licenziamenti collettivi in grandi aziende c'è. Refosco (Cisl Veneto): «Gli industriali ci comunichino quali sono le figure carenti in modo da formare chi rischia di rimanere escluso»
Indetto il primo Sinodo del terzo millennio della Chiesa di Padova. Si apre l’anno del coinvolgimento. Il vescovo: «Rimaniamo uniti fin da subito». Chiediamoci come stiamo servendo, da cristiani, il mondo di oggi. Servono creatività, desiderio di comunione. Attenzione al “divisore”
«Quando mi chiedono quando è stato celebrato l’ultimo – spiega mons. Stefano Dal Santo – rispondo con una battuta: mai». Quello del 1957, convocato da Bortignon, pur avendone la forma giuridica, si configurò come un “corso di aggiornamento”