“Immagino la Chiesa del futuro come san Paolo VI nella Evangelium Nuntiandi: una Chiesa in pellegrinaggio”. Lo ha detto il Papa, nell’intervista trasmessa ieri dal programma di RaiTre “Che tempo che fa”.
“La fratellanza è uno dei valori fondamentali e universali che dovrebbe essere alla base delle relazioni tra i popoli, così che quanti soffrono o sono svantaggiati non si sentano esclusi e dimenticati, ma accolti, sostenuti come parte dell’unica famiglia umana”.
Il Papa ha concluso l'udienza di oggi con un appello per le Olimpiadi e Paralimpiadi di Pechino. Ennesimo appello per la "riconciliazione" in Myanmar e per "passi" concreti sulla fratellanza, nella Giornata internazionale dedicata a questo tema. Al centro della catechesi, la comunione dei santi
“Oggi ricorre la Giornata mondiale dei malati di Lebbra. Esprimo la mia vicinanza a quanti soffrono di questa malattia e auspico che non manchino loro il sostegno spirituale e l’assistenza sanitaria”.
Una Carta di intenti comune tra vescovi e sindaci che si affacciano sul Mare Nostrum e l'istituzione di un Consiglio dei giovani del Mediterraneo. Sono alcuni possibili obiettivi concreti dell'incontro organizzato dalla Cei a Firenze (23-27 febbraio) a due anni dall'appuntamento analogo di Bari, che si concluderà con la presenza del Papa. Ad annunciarlo al Sir mons. Antonino Raspanti, vicepresidente della Cei
Illustrando il comunicato finale del Cep, mons. Russo ha tracciato anche l'identikit del nuovo presidente della Repubblica, mentre sono in corso le votazioni. Emergenza sanitaria, Sinodo, Mediterraneo, giovani, abusi, eutanasia gli altri temi della conferenza stampa, cominciata con la lettura di una dichiarazione sul Giorno della Memoria
“Il 27 gennaio, data in cui, nel 1945, fu liberato il campo di Auschwitz, è per noi il Giorno della Memoria, il giorno in cui ricordiamo la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché tutte le vittime di un progetto di sterminio”.
“Se il Signore è davvero al primo posto, le nostre scelte, anche ecclesiastiche, non possono più basarsi sulle politiche del mondo, ma sui desideri di Dio”.