“In questo tempo di gravi disagi è ancora più necessaria la preghiera perché l’unità prevalga sui conflitti”. Così il Papa, durante l'udienza di oggi, ha commentato la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Al termine, un appello per "un mondo senza armi nucleari".
“Questa mattina, nell’atrio dell’Aula Paolo VI, mentre prosegue il piano di vaccinazione dello Stato della Città del Vaticano, un primo gruppo di circa 25 senza fissa dimora ospitati stabilmente dalle strutture di assistenza e residenza dell’Elemosineria Apostolica ha ricevuto la prima dose del vaccino contro il Covid-19. Altri gruppi si susseguiranno nei prossimi giorni”.
Il Papa ha dedicato l'udienza di oggi alla preghiera di lode, che "è come respirare ossigeno puro" e va fatta soprattutto nei "momenti bui". "Nel futuro del mondo e nelle speranze della Chiesa ci sono i piccoli"
"Con il Motu Proprio, il Papa restituisce alle donne l'autorevolezza nel loro rapporto con l'altare. Nessuno può essere escluso dal sacro". Parla la sociologa Giulia Paola Di Nicola, che per il Sir valuta la portata dell'accesso delle donne al ministero del lettorato e dell'accolitato a partire dal "coraggio" di Bergoglio. "Sicuramente ci sarà anche chi si scandalizza", prevede, ma "oggi è un giorno di gioia per le donne"
“Il pensiero va in particolare a quanti, in tutto il mondo, patiscono gli effetti della pandemia del coronavirus. A tutti, specialmente ai più poveri ed emarginati, esprimo la mia spirituale vicinanza, assicurando la sollecitudine e l’affetto della Chiesa”.
“Io credo che eticamente tutti debbano prendere il vaccino: è un’opzione etica, perché tu ti giochi la salute, la vita, ma ti giochi anche la vita di altri”. Così Papa Francesco, nell’intervista in esclusiva mondiale al Tg5, in onda domani, alle ore 20.40 su Canale 5.
“Conoscere e contestualizzare in un’ottica più ampia la storia culturale del nostro Paese e del mondo intero, attraverso le idee che la religione cristiana ha prodotto”.
“I laici che abbiano l’età e le doti determinate con decreto dalla Conferenza episcopale, possono essere assunti stabilmente, mediante il rito liturgico stabilito, ai ministeri di lettori e di accoliti; tuttavia tale conferimento non attribuisce loro il diritto al sostentamento o alla rimunerazione da parte della Chiesa”.