Dal 4 all'11 settembre, il Papa tornerà per la quarta volta in Africa. Il viaggio apostolico in Mozambico, Madagascar e Maurizio, si svolgerà esattamente 50 anni dopo quello di Paolo VI, primo pontefice a visitare il continente
"L'atterraggio sulla Luna ci ricorda in modo molto chiaro che il pianeta Terra non è la fine e il limite dell'esistenza umana. Siamo stati sulla Luna e ci andremo ancora". Fratel Guy Cosolmagno, direttore della Specola Vaticana, commenta così il 50° anniversario dell'allunaggio, che verrà celebrato in tutto il mondo il 20 luglio. "Il miracolo del programma Apollo - spiega - non fu nelle scoperte della scienza necessarie per arrivarci. E neanche in una ingegneria spaziale particolarmente rivoluzionaria. La vera conquista fu mettere insieme e finanziare mezzo milione di persone per lavorare ad un obiettivo comune". "Come credenti - osserva - abbiamo imparato che confinare la nostra comprensione di Dio al solo pianeta Terra ha reso Dio troppo piccolo"
A 50 anni dall'allunaggio, all'asta da Sotheby's una videocassetta con le immagini dello sbarco. Il 20 luglio 1969, 600 milioni di persone nel mondo seguirono dallo schermo la storica impresa. Tra di loro anche Paolo VI, che rese omaggio ai "conquistatori della Luna". I papi e il "mysterium lunae", metafora del rapporto tra la Cristo e la Chiesa. Né la Luna, né la Terra brillano di luce propria
In un tweet, il Papa ha lanciato mercoledì un nuovo appello a favore della vita, invitando a pregare "per i malati che sono abbandonati e lasciati morire", come nel caso di Vincent Lambert. "Custodire la vita", dal suo concepimento fino al suo termine naturale, l'imperativo rilanciato da Francesco sulla scorta dei suoi predecessori. Per una "bioetica globale", che eviti gli estremi opposti dell'eutanasia e dell'accanimento terapeutico, è urgente una "ecologia umana" che promuova la dignità di ogni persona, in ogni fase e condizione della sua esistenza, soprattutto quelle più fragili. "I medici servano la vita, non la tolgano"
Cinque santuari in tre diversi Paesi. È la Ruta Mariana, che da cinque anni può contare anche sul Santuario di Meritxell - a cui Papa Francesco ha conferito il titolo e la dignità di basilica minore - per un pellegrinaggio, in un unico itinerario o in più tappe, che permette di scoprire le risorse naturali, storiche, artistiche, culturali e spirituali dei Paesi che attraversa. Come il principato di Andorra, 468 chilometri quadrati incastonati nei Pirenei tra Spagna e Francia, visitato ogni anno da 13 milioni di turisti
La terza udienza concessa da Papa Francesco al presidente Putin, dall'inizio del pontificato, è durata quasi un'ora. "Un discorso molto sostanzioso", l'omaggio del capo di Stato russo, che ha regalato al Papa anche un film, in anteprima, del regista russo Andrej Konchalowski su Michelangelo. Tra i temi del colloquio privato: la "questione ecologica" e "alcune tematiche dell’attualità internazionale, con particolare riferimento alla Siria, all’Ucraina e al Venezuela". Firmato un protocollo di intesa riguardante la collaborazione tra l’Ospedale “Bambino Gesù” e gli Ospedali pediatrici della Federazione Russa.
A Roma le Giornate internazionali dell'editoria religiosa, promosse al Dicastero per la Comunicazione in collaborazione con la Cei. Oltre 50 i rappresentanti provenienti dai quattro angoli del pianeta per confrontarsi sulle sfide poste dall'ambiente digitale. Analisi e proposte dagli esperti di Google, Amazon e "Canvas 8". La relazione di padre Rupnik: "Non abbiamo capito che è finita un'epoca e ne è cominciata una nuova".
Il 21 giugno il Papa andrà a Napoli da convegnista e relatore. Un evento senza precedenti, che renderà la città partenopea "capitale" del dialogo e dell'accoglienza, per una "teologia in uscita". Dopo la pubblicazione della Veritatis gaudium, sarà la prima volta che Bergoglio parlerà della riforma teologica. Il decano, padre Pino Di Luccio: "Vuole una teologia che parta anche dal basso". Un gruppo di giovani studenti laici, in maggioranza donne, gli consegneranno un documento
Pubblicato l'Instrumentum laboris del Sinodo sull'Amazzonia, in programma dal 6 al 27 ottobre. In un mondo dove "tutto è connesso", come scrive il Papa nella Laudato sì, serve "una conversione integrale" per la vita della Chiesa e del pianeta, minacciato da una crisi ambientale senza precedenti. L'Amazzonia, polmone dei pianeta, è "un corridoio migratorio", dove l'urbanizzazione "destabilizza" le famiglie e i "mali" si chiamano corruzione, colonialismo, tecnocrazia, cultura dello scarto, narcotraffico. Dai popoli amazzonici, dobbiamo imparare il "buon vivere", cioè l'armonia con se stessi e con il creato. “Creare nuovi ministeri” per laici e donne e studiare la possibilità di “ordinazione sacerdotale di anziani rispettati dalla comunità”, le proposte pastorali.