M. Michela Nicolais

M. Michela Nicolais

Non siamo perfetti, ma discepoli in cammino

Il mercoledì del papa, in attesa di volare a Lesbo per esprimere "vicinanza e solidarietà" ai profughi, ai cittadini e a tutto il popolo greco. Al centro della catechesi, il brano evangelico della chiamata di Matteo, che dimostra come la Chiesa "non è una comunità di perfetti, ma di discepoli in cammino", peccatori e bisognosi di perdono.

La famiglia secondo Francesco: umanità da integrare nella vita della Chiesa

Pubblicata l’esortazione del Papa che raccoglie il lavoro dei due anni di cammino del Sinodo sulla famiglia. “Integrare tutti”, la frase guida. Parlare alle famiglie “così come sono”, la consegna. Niente più distinzioni tra situazioni “regolari” o “irregolari”: “accompagnare, discernere e integrare” l’invito ai vescovi e ai pastori, chiamati a valutare caso per caso. 

Gesù è il Vangelo della misericordia

Il Papa ha iniziato mercoledì un ciclo di catechesi su Gesù e la misericordia e ha incontrato Lizzy Myers, la bambina dell’Ohio affetta da una malattia genetica rara (Sindrome di Usher – Tipo B ) che presto la renderà cieca e sorda e che mercoledì scorso, non era riuscita a incontrare il Papa, a causa della perdita di una coincidenza aerea negli Stati Uniti.

Dio è più grande del nostro peccato, il suo amore è un oceano

Il Papa ha concluso il ciclo di catechesi sulla misericordia  nell'Antico Testamento offrendo ai circa 30 mila fedeli presenti in piazza San Pietro una meditazione sul Salmo 51, il "Miserere". "Dio è più grande del nostro peccato", ha ripetuto per tre volte insieme alla folla. Dio "non nasconde il peccato, ma lo distrugge e lo cancella dalla radice, non come fanno in tintoria". "Tutti siamo peccatori": la "dignità" del perdono di Dio è "quella di alzarci".

Papa Francesco: “Governi e nazioni aprano le porte e i cuori ai migranti”

Francesco ha svolto l'udienza del 16 marzo declinando due parole: esilio e consolazione. Partendo dal "libro della consolazione" del profeta Geremia, il Papa ha tracciato un parallelo tra l'esilio dei migranti e quello del popolo di Israele, auspicando nazioni e governanti che "aprono il cuore e aprono le porte" al confine dove spesso i profughi rimangono perché "non sentono l'accoglienza". L'elogio dell'Albania, che ha saputo rialzarsi dopo "persecuzione e distruzione", e il saluto speciale ai giovani di Cracovia, a quattro mesi dalla Giornata mondiale della gioventù.