Il Santo Padre dedica alla pace il tradizionale discorso di inizio d'anno al Corpo diplomatico, in un mondo dove la terza guerra mondiale a pezzi si è trasformata "in un vero e proprio conflitto mondiale". "Le vittime civili non sono danni collaterali. Sono uomini e donne con nomi e cognomi che perdono la vita. Sono bambini che rimangono orfani e privati del futuro. Sono persone che soffrono la fame, la sete e il freddo o che rimangono mutilate a causa della potenza degli ordigni moderni. Se riuscissimo a guardare ciascuno di loro negli occhi, a chiamarli per nome e ad evocarne la storia personale, guarderemmo alla guerra per quello che è: nient’altro che un’immane tragedia e un’inutile strage, che colpisce la dignità di ogni persona su questa terra"
“I comprensibili pronunciamenti di alcune Conferenze episcopali sul documento Fiducia supplicans hanno il valore di evidenziare la necessità di un periodo più lungo di riflessione pastorale”.
Papa Francesco ha concluso la prima udienza generale del 2024 ribadendo che "la guerra è una pazzia" e "sempre una sconfitta". "Nessuno di noi è a posto, tutti siamo peccatori", ma "Gesù perdona tutto", il tema della catechesi, dedicata al combattimento spirituale.
“Il cristiano, come Maria, è un pellegrino di speranza”. Lo ha ribadito il Papa, nell’omelia del tradizionale “Te Deum” di fine anno, nella basilica di San Pietro. “E proprio questo sarà il tema del Giubileo del 2025: ‘Pellegrini di speranza’”, ha ricordato Francesco, che ha lanciato un interrogativo esigente: “Roma si sta preparando a diventare nell’Anno Santo città della speranza?”.
“Di Maria la Chiesa ha bisogno per riscoprire il proprio volto femminile: per assomigliare maggiormente a lei che, donna, Vergine e Madre, ne rappresenta il modello e la figura perfetta; per fare spazio alle donne ed essere generativa attraverso una pastorale fatta di cura e di sollecitudine, di pazienza e di coraggio materno”.
Al termine dell’Angelus di oggi, l’ultimo del 2023, in piazza San Pietro, il Papa – nella festività a loro dedicata – ha rivolto “un saluto speciale alle famiglie qui presenti e a quelle collegate mediante la televisione e gli altri mezzi di comunicazione”.
Papa Francesco ha cominciato l'omelia della Messa nella notte di Natale con un pensiero alla tragica attualità della guerra. Dio "non usa la bacchetta magica, non è il dio commerciale del 'tutto e subito'". "Riscopriamo il senso dell'adorazione"
Papa Francesco, addolorato per la “terza guerra mondiale a pezzi” che affligge il mondo, prega ogni giorno per la pace chiedendo a gran voce la fine dei conflitti che insanguinano la terra: nella martoriata Ucraina, in Siria, in molti Paesi in Africa e ora in Israele e in Palestina.