“Il dolore delle vittime degli abusi è un lamento che sale al cielo, che tocca l’anima e che per molto tempo è stato ignorato, nascosto, messo a tacere”.
Presentata durante l'Assemblea di Assisi la seconda Rilevazione sulle attività dei Servizi territoriali di tutela minori e adulti vulnerabili, promossa dalla Cei e affidata anche quest’anno agli esperti dell’Università cattolica, sede di Piacenza. Parla Barbara Barabaschi, una dei due esperti che ha offerto il suo contributo: "Il dato più evidente è l'aumento delle attività dei servizi, in particolare le attività formative. Prevalgono operatori pastorali e sacerdoti, ma anche aderenti ad associazioni il cui numero è quadruplicato nel triennio 20-22. Le donne poi rappresentano i due terzi dei responsabili dei Centri di ascolto"
Abusi, diritto allo sciopero, "Ratio" sui seminari, conflitto in Ucraina. S0no i temi principali della conferenza stampa a chiusura dell'Assemblea della Cei di Assisi, tenuta dal cardinale Zuppi
La terza e penultima giornata dell'Assemblea della Cei ad Assisi è stata un'implorazione per il dono della pace, a partire dalla "preoccupazione per l'escalation di violenza e odio di questi giorni, che sta assumendo proporzioni sempre più tragiche". In mattinata la dichiarazione dei vescovi per la pace, poi i Vespri, la processione da San Francesco a Santa Chiara e la Messa nella basilica inferiore con la preghiera sulla tomba del santo. Il card. Zuppi: "la guerra è una lebbra terribile"
“La speranza cristiana non è facile ottimismo e non è un placebo per i creduloni: è la certezza, radicata nell’amore e nella fede, che Dio non ci lascia mai soli”.
Il card. Zuppi ha aperto l'Assemblea dei vescovi ad Assisi intrecciando le urgenze internazionali con quelle del Paese. Il primo pensiero è per la pace e per il conflitto tra Israele e Hamas. Sul fronte interno, l'appello al "clima costituente" sulle riforme. Pace, tutela dei minori e "ratio" dei Seminari i temi portanti dell'assise umbra
“La violenza sulle donne è una velenosa gramigna che affligge la nostra società e che va eliminata dalle radici. E queste radici sono culturali e mentali, crescono nel terreno del pregiudizio, del possesso, dell’ingiustizia”.